Tra i preziosi reperti del tesoro inesauribile della Locride greco-romana esposti a Reggio Novità della mostra inaugurata dal prefetto Luigi De Sena Ci è anche una croce disegnata tra i reperti provenienti dagli ultimi scavi di Locri. Potrebbe essere il primo segno, la prima testimonianza della presenza della religione cristiana in Calabria. Costituisce una delle ultime perle del tesoro inesauribile della Locride greco-romana. Come il Thesmophorium di contrada Parapez-za, il santuario ritrovato, con il suo altare per sacrifici con fuoco e un deposito votivo di vasi minia turistici allineati in file ordinate lungo il muro di un sacello. Altre tracce di una civiltà che ha segnato la storia vanno ad arricchire lo straordinario patrimonio del Museo nazionale della Magna Grecia e rappresentano le principali novità della mostra inaugurata, ieri, dal prefetto Luigi De Sena, frutto di una collaborazione tra il Comune di Reggio Calabria, la Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria e il Museo nazionale della Magna Grecia. A fare gli onori di casa Annalisa Zarattini, soprintendente reggente per i beni archeologici della Calabria che ha ricordato i celebri rinvenimenti di Paolo Orsi a partire dall'autunno 1889 in contrada Parapezza, i fruttuosi scavi in anni recenti consentiti dai finanziamenti del ministero per i Beni e le attività culturali e la creazione del Parco archeologico di Locri Epizefiri. La mostra, arricchita dai riallestimenti delle sale di Laos a Santa Maria del Cedro e Krimisa di Ciro Marina, punta a dare maggiore visibilità alla realtà archeologica di Locri e del suo territorio per ribadire l'importanza della valorizzazione del patrimonio culturale di un'area ricca di straordinarie testimonianze e costituisce un'anteprima della prossima apertura al pubblico nel 2006 del Parco archeologico di Locri Epizefiri. Parco che si collegherà agli altri siti archeologici della Locride, a cominciare dalla villa romana di Palazzi dì Casìgnana. Dopo il taglio del nastro, il prefetto De Sena insieme con le altre autorità presenti ha visitato le sale dove gli innumerevoli reperti sono stati collocati nelle nuove teche, illuminate con sistemi adeguati. Tra i "Ciceroni" d'eccezione anche l'architetto Claudio Sabbione che ha spiegato come possono considerarsi novità le importanti sculture in marmo rinvenute a Locri nell'Ottocento, non e-sposte in precedenza e ora tratte dai depositi del Museo reggino. In particolare, un ritratto dell'imperatore Claudio, due torsi marmorei (uno dei quali solo recentemente riconosciuto di provenienza locrese), e due piccole rare immagini del dio Serapide. C'è, inoltre, u-na grande statua di togato rinvenuta nel 2003 nello scavo di Petrara. Infine il sarcofago di Ardore, con motivi di origine pagana poi adattati a significati cristiani, quasi preludio alla diffusione della nuova religione in età tardoantica. I visitatori sono rimasti a lungo nella sala del Kouros di Reggio Calabria. È stata la prima occasione per ammirare la statua del giovane esposta al pubblico con il supporto di un apparato didattico indispensabile per facilitare la conoscenza della storia di questa straordinaria opera d'arte. Mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, nel lasciare il Museo nazionale della Magna Grecia ha elogiato l'iniziativa: «Questa mostra ci onora come Locride perché ci fa ritrovate non nelle cronache ma nella cultura. Nello stesso tempo ci impegna, perché la storia antica deve illuminare il nostro presente e aiutarci a ritrovare le radici della nostra speranza». Il presule sottolinea l'importanza dei segni del mondo cristiano trovati tra i reperti: «Probabilmente sono le prime tracce della presenza dell'evangelizzazione in Calabria. A mio avviso andrebbero rivalorizzati anche nella simbologia cristiana». Infine il sindaco di Reggio Giuseppe Scopellitì: «Questa mostra è una tappa sul percorso di Reggio città turistica. Un'occasione per riproporre le bellezze che questa città può offrire. Noi lavoriamo per valorizzare le positività. Arte e cultura sono elementi primari di stimolo nell'ottica di una promozione d'immagine. E devo ringraziare il sovrintendente per i beni archeologici della Calabria Prosperetti e la soprintendente Zarattini che hanno palesato le loro grandi capacità manageriali».
Le prime tracce del cristianesimo in Calabria
La mostra inaugurata a Reggio Calabria dal prefetto Luigi De Sena esamina i reperti archeologici provenienti dagli scavi di Locri. Tra i reperti esposti, una croce disegnata tra i reperti provenienti dagli ultimi scavi di Locri, potrebbe essere il primo segno della presenza della religione cristiana in Calabria. La mostra è arricchita dai riallestimenti delle sale di Laos a Santa Maria del Cedro e Krimisa di Ciro Marina. Il patrimonio culturale di Locri è stato valorizzato con la creazione del Parco archeologico di Locri Epizefiri, che si collegherà agli altri siti archeologici della Locride. La mostra è stata inaugurata con la presenza di autorità locali e visitatori.
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