DIBATTITO A CAGLIARI SULLA CRISI DEL SETTORE Cagliari. Il presente, per la verità, non è roseo. Oggi davanti a Montecitorio c'è stato un concerto di protesta dell'Opera di Roma. E allora non resta che interrogarsi sul futuro delle fondazioni liriche, prima che sia troppo tardi. L'idea parte da Cagliari, dal Teatro Lirico, dove nei giorni scorsi, per iniziativa del sovrintendente Maurizio Pietrantonio, si è svolto un convegno-dibattito dedicato all'argomento. C'erano, tra gli altri, Carlo Fontana (ex sovrintendente della Scala), Walter Vergano (sovrintendente del Regio di Torino e presidente dell'Anfols, l'organismo che raccoglie i responsabili delle varie fondazioni liriche italiane), Nicola Bono (sottosegretario per i Beni Culturali), con le istituzioni locali (sindaco in testa) e i rappresentanti nazionali dei sindacati di categoria. La questione è nota: il fondo destinato dal Ministero alle attività di spettacolo (il tormentato Fus) dovrebbe subire tagli pesanti in seguito alla nuova Finanziaria, passando dai 464 milioni di partenza a 385: il trend negativo contrasta con quello degli altri grandi Paesi europei e mette a rischio la qualità dell'offerta e i livelli occupazionali. «In Italia manca una vera politica culturale», attacca Vergano. «Se i teatri sono parte fondante della nostra identità nazionale - aggiunge Fontana - allora lo Stato dovrebbe trattarli alla stregua di un bene culturale, sostenendo la produzione, assumendosi l'onere dei costi fissi delle masse». «Ma il futuro non può prescindere da una revisione dei meccanismi di gestione - ha detto Bono - occorre ridurre i costi fissi, impostare la programmazione su budget certi, sviluppare politiche di collaborazione tra i teatr». E, a proposito dei tagli Bono chiarisce: «I tagli proposti all'inizio erano eccessivi: stiamo correggendo il tiro, e comunque le riduzioni non riguardano solo lo spettacolo, ma tutti gli stanziamenti nel bilancio dello Stato».