ROMA-Nella storia dei furti d'arte, certo l'episodio più clamoroso resta il furto della Gioconda, scomparsa dal Louvre nel 1911 e ritrovata due anni dopo a Firenze, sotto il letto dell'imbianchino Vincenzo Peruggia, che l'aveva trafugata, a suo dire per motivi patriottici, nascondendola sotto il cappotto. Non un cappotto, ma una camion e una gru sono serviti ai ladri (forse 3 uomini) per trafugare una gigantesca e pesantissima scultura in bronzo di Henry Moore (oltre due tonnellate di peso) dal parco della Henry Moore Foundation nello Hertfordshire, a nord di Londra, giovedì notte. A Reclining Figure -questo il titolo dell'opera - eseguita nel 1969-70 e il 1970, è valutata circa 4.5 milioni di euro. Certo le difficoltà per spostare, far espatriare e collocare un tale "oggetto" d'arte non sono di poco conto. Per questo gli inquirenti sono convinti che non si tratti di un furto commissionato nel mondo dell'arte, ma che l'intenzione sia quella di fondere la scultura per riciclare il bronzo. Dunque siamo tornati a una sorta di medio evo, quando i marmi e i bronzi della scultura e dell'architettura antiche venivano riutilizzati, a scopi non sempre così artistici? Oppure il collezionismo clandestino ha raggiunto tali livelli di potere economico e di organizzazione da non temere ostacoli di sorta? E' chiaro che gli oggetti d'arte così noti da non poter essere commercializzabili sono quasi sempre destinati a fanatici collezionisti privati, che se li godono in solitudine non potendoli mostrare alla luce del sole. In altri casi i furti sono organizzati per chiedere poi un riscatto, alla stregua di un sequestro di persona. Negli ultimi anni, il trafugamento più eclatante è stato quello della Saliera di Benvenuto Cellini (1543), assicurata per 50 milioni di euro, sottratta nel maggio 2003 al Museo di Belle Arti di Vienna. In Italia, il furto più grave resta ancora quello della Natività del Caravaggio, rubata a Palermo nell'Oratorio di San Lorenzo (ottobre 1969), e mai più ritrovata, nonostante gli sforzi degli investigatori, in particolare del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri. In generale, tra i ritrovamenti più importanti vanno ricordati quello della Muta di Raffaello, della Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, dell' Urlo di Edvard Munch. Sembrano, invece, spariti nel nulla i dipinti di Rembrandt e di Renoir rubati a Stoccolma nel 2000, e due capolavori di Van Gogh rubati ad Amsterdam nel 2002. Statisticamente, Van Gogh è uno dei pittori più amati dai ladri. I principali mercati si concentrano in Germania, Giappone, Stati Uniti (Florida, Texas, California) ed Emirati Arabi. Secondo l'Interpol i furti d'arte sono al terzo posto nella scala della criminalità organizzata, e costituiscono il più grande bacino di riciclaggio di valuta nel mondo subito dopo il traffico di sostanze stupefacenti. New York sarebbe la capitale americana degli scambi illeciti delle opere d'arte, e avrebbe generato un mercato economico tale da ingolosire anche le case d'aste e i galleristi della più provata fama. Come stupirsi, se persino molti grandi musei americani -come il J. Paul Getty Museum di Los Angeles o il Cleveland Museum of Arts -possiedono reperti non autorizzati del patrimonio culturale di altri stati?
Furto a regola d'arte: rubato capolaVOro di 2 tonnellate
Un'opera di Henry Moore, Rilassamento, è stata trafugata dal parco della Henry Moore Foundation nello Hertfordshire, a nord di Londra, giovedì notte. L'opera, valutata circa 4,5 milioni di euro, è stata portata via in una camion e una gru. Gli inquirenti credono che l'intenzione del ladro sia quella di fondere il bronzo per riciclare il materiale. Il furto è considerato uno dei più clamorosi della storia, e segna un ritorno al medio evo, quando i marmi e i bronzi venivano riutilizzati. I furti d'arte sono considerati una forma di criminalità organizzata, e costituiscono il più grande bacino di riciclaggio di valuta nel mondo.
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