Verso l'approvazione il pdl di An che istituisce un fondo per te attività artigiane ROMA. Un fondo nazionale ed una tutela specifica per le botteghe storiche di interesse artistico e degli antichi mestieri. Questo il senso della proposta di legge presentata nell'ottobre del 2002 dal deputato di Alleanza nazionale, Antonio Mazzocchi, poi diventata testo unificato su decisione del comitato ristretto costituito dalla commissione Attività produttive, e che a breve potrebbe vedere la luce. La nuova legge andrebbe ad estendere la tutela prevista dal decreto legislativo del 1999 sui beni culturali. Un punto su cui però c'è divergenza visto che la commissione Cultura nel suo parere favorevole dello scorso 14 dicembre ha posto come condizione quella di «espungere dal testo tutti i riferimenti all'attribuzione di bene culturale alle botteghe». Divergenze a parte il provvedimento suona soprattutto come un riconoscimento all'antica tradizione commerciale italiana e, come è scritto nella proposta di legge, «uno strumento per non far scomparire dalle nostre città ma anzi salvaguardare, tutelare e valorizzare quelle botteghe e quei mestieri che meritano una particolare attenzione da parte del legislatore». Tornando alla legge, elemento centrale è la costituzione del fondo nazionale che per gli anni 2005, 2006 e 2007 dovrebbe disporre di 40 milioni di euro ripartiti ai singoli beneficiari. Le norme e il regolamento per il funzionamento e la ripartizione del fondo sarà decisa d'intesa dal ministro delle Attività produttive, con quello per i Beni culturali e con la conferenza Stato, Regioni e Province autonome. Per quanto riguarda i criteri per individuare le botteghe storiche sarà necessario dimostrare di aver svolto l'attività per un periodo non inferiore ai trent'anni, presentare «strumenti, apparecchiature, arredi e suppellettili di specifico interesse artistico e storico», ed infine esercitare «un'attività storica 0 tradizionale, ovvero lo svolgimento di un antico mestiere con tecniche di lavorazione prevalentemente manuali». La normativa ha attraversato una fase di gestazione lunga e travagliata, attualmente ha registrato il via libera delle commissioni Ambiente e Cultura, mentre spetterà alla commissione Attività produttive decidere il da farsi. Quindi tutto è nelle mani della commissione presieduta dal Bruno Tabacci che, forte di ur consenso unanime tra i partiti, potrebbe decidere di approvare la legge stessa in commissione senza passare così per l'Aula. Una scelta che eviterebbe di assistere la fine della legislatura senza il varo di questa normativa a tutela di una parte del nostro bagaglio tradizionale.