Lunedì 19 Dicembre 2005 Intanto a Peschiera è polemica per un intervento che il Comune intende attuare in un'area di sua proprietà ora adibita a parcheggio Verrà abbattuto il muretto davanti all'ex carcere Chincarini: «La proprietà dello Stato finisce con l'edificio, la nostra decisione è sufficiente» Le foto dell'epoca asburgica ritraggono a Peschiera una piazza d'Armi in cui la caserma XXX Maggio, l'allora ospedale, si apriva direttamente, senza alcuna recinzione, alla strada antistante, di confine tra l'edificio e la chiesa di San Martino. E così potrebbe ritornare ad essere: l'altro ieri, infatti, la commissione edilizia di Peschiera ha approvato la demolizione del muretto e della inferriata che erano stati apposti dopo che la caserma era diventata uno dei carceri militari nazionali. L'intervento avrebbe l'approvazione anche della competente Soprintendenza e resta solo il consenso da parte dello Stato che potrebbe, però, non essere indispensabile. «In effetti, secondo i nostri tecnici, la proprietà dello Stato finisce con l'edificio», dice il sindaco Umberto Chincarini. «La recinzione, quindi, è stata costruita su terreno comunale; se le cose stanno effettivamente così, la decisione del Comune e della Soprintendenza saranno sufficienti». Aria di look nuovo, dunque, per piazza d'Armi, il cuore del centro storico arilicense da decenni utilizzata come parcheggio a pagamento nella stagione estiva e nei fine settimana di tutto l'anno. Un cuore nevralgico anche perché i posti macchina sono visti dai commercianti del centro come un elemento portante a sostegno delle attività. Per questo l'amministrazione ha deciso di effettuare uno scavo, coordinato dalla Soprintendenza, per verificare cosa si trova sotto la piazza in previsione della realizzazione di un parcheggio multipiano destinato a risolvere due problemi: mantenere la possibilità di parcheggio per le auto e,allo stesso tempo, consentire un intervento di recupero della piazza. Gli scavi, iniziati alcune settimane fa, hanno confermato quanto storicamente documentato e portato alla luce i resti sia dell'abitato di epoca romana che di manufatti dei periodi medievali e successivi. I lavori sono stati fermati per il periodo natalizio ma riprenderanno subito dopo. "La Soprintendenza, infatti, ha intenzione di fare un altro scavo più vicino alla chiesa di San Martino", conferma Chincarini, "per verificare sin dove arriva e lo stato di conservazione del muro della darsena che una volta sperava la zona militare della Rocca dal centro abitato civile del paese".