II volume di Salvatore Settis, Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto (Electa ed., pp. 410, euro 18,00), raccoglie, come lo stesso autore avverte, articoli e interventi successivi al saggio Italia SpA. L'assalto al patrimonio culturale (Einaudi 2002) che scrivono una sorta di «cronaca involontaria» sul nostro patrimonio culturale negli ultimi tre anni, dagli scempi paesaggistici ai tentativi di depenalizzazione della ricettazione di opere d'arte. ùAnni di radicali mutamenti nelle forme di gestione e di tentativi, per fortuna falliti, come il condono per i ladri d'arte o come il perverso progetto Tremonti di messa in vendita (o piuttosto svendita) del patrimonio immobiliare dello Stato, monumenti e paesaggio inclusi. Un modello aziendalistico quindi per il nostro Paese, toccasana per un auspicato, ma ahimè ipotetico, efficientismo, con presunti esempi di efficienza americani, assolutamente improponibili in Italia (pp. 42-45). Capaci perciò di modificare d'incanto un quadro dove il patrimonio culturale e ambientale molto spesso è visto come «un peso di cui sbarazzarsi al più presto in nome di immediati ritorni economici, assai sbandierati quando vanno alle casse dello Stato e ben mascherati quando i beneficiari siano invece costruttori, speculatori edilizi, mercanti disonesti». I temi proposti e discussi si rivolgono ai musei (di chi sono, «chi fa cosa»), al rapporto tra beni culturali e società civile, al futuro dei nostri Beni, alla disamina del Codice Urbani, ai problemi di tutela e valorizzazione che si vogliono perfidamente distinguere, affidandoli a soggetti diversi (tutela allo Stato, valorizzazione alle regioni), quando «ogni cittadino in grado di esercitare l'uso della ragione» sa che le due azioni sono imprescindibilmente collegate. Ad agosto del 2004, a proposito dell'annuncio di un taglio del 25 al budget del suo ministero, Giuliano Urbani, allora responsabile del dicastero, ventilava le dimissioni dalla sua carica per non «assistere impotente al suicidio dei Beni Culturali». Urbani ha poi ceduto la sua poltrona al collega Buttiglione e l'auspicio di una politica di investimenti per un settore che è il «cuore stesso dell'identità del Paese, perché l'Italia che attira tanta ammirazione nel mondo e tanti visitatori si ridurrebbe a nulla senza il proprio patrimonio d'arte e di storia», è rimasto un sogno proibito. Gli investimenti infatti non ci sono stati, i finanziamenti si sono ulteriormente ridotti con conseguenze nefaste: la Domus Aurea da qualche giorno è chiusa per pericolo crolli a causa di manutenzione carente. Rischiano il Palatino, le Terme di Diocleziano e quelle di Caracalla e, pare, altri quattrocento monumenti già considerati «a rischio» qualche anno fa. Il ministro in carica si fa di nuovo sentire, auspicando che il taglio di 48 milioni di euro alle spese di funzionamento dei Beni Culturali, previsto dalla nuova Finanziaria, sia ritirato.... La storia continua.
Beni culturali, battaglie senza eroi
Il libro "Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto" di Salvatore Settis esamina le lotte per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L'autore critica le politiche che priorizzano gli interessi economici sopra la tutela dei beni culturali, come il condono per i ladri d'arte e la messa in vendita del patrimonio immobiliare dello Stato. Settis sostiene che il patrimonio culturale è essenziale per l'identità dell'Italia e che gli investimenti sono necessari per la sua conservazione. Il libro esamina anche il ruolo dei musei, il rapporto tra beni culturali e società civile e la disamina del Codice Urbani.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo