L'arte sacra: il luogo dì convergenza di una vocazione universale. "Sul filo del sagrato". L'architettura sacra diventa una riconquista dello spazio sociale urbano. E il sagrato è "territorio di margine" tra la dimensione religiosa e quella della socialità, tra il lato spirituale e interiore dell'individuo e quello relazionale. L'argomento è stato affrontato in un convegno, organizzato dall'Ordine provinciale degli Architetti, che si è svolto nel Duomo. Ospite d'eccezione è stato, Rocco Buttiglione. Ministro per i Beni e le Attività culturali. In un momento in cui le città si evolvono diventa indispensabile trovare dei simbolo di identità. Recuperare un senso di appartenenza: su questo concetto si è soffermato Mario Occhiuto, presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia. «L'identità è permanenza, stratificazione culturale, contaminazione, tradizione, storia, memoria collettiva e insieme vita quotidiana. La riqualificazione dei sagrati e più in generale dell'architettura sacra genera un processo di innovazione della gestione del patrimonio architettonico sacro». «La storia ci consegna delle responsabilità - ha dichiarato il ministro Ruttiglione - le opere d'arte devono essere valorizzate e rese fruibili. In Calabria è importante un'opera di concertazione per costituire percorsi culturali-turistici integrati». Al convegno hanno partecipato anche l'arcivescovo Salvatore Nunnari, don Giacomo Tuo-to, Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni architettonici, Raffaele Sirica, presidente dell'Ordine nazionale degli Architetti, il sindaco Èva Catizo-ne e il presidente della Provincia Mario Oliverio.