Domani, in occasione dell'inaugurazione del nuovo negozio del Touring Club Italiano in corso Cavour, sarà presente il presidente Ruozi Nel libro «Italia per tutti» si parla dei motivi della crisi di presenze e delle soluzioni per superarla L'Italia è uno dei Paesi al mondo più ricchi di beni ambientali, artistici e culturali ed è anche uno dei massimi protagonsiti del mercato turistico intenazionale. Si colloca tra le prime cinque aree di destinazione turistica a livello mondiale, con Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina. Nel nostro Paese il fatturato diretto del settore (equivalente alle spese dei turisti) ha fatto registrare nel 2003 un valore pari a circa 85,4 miliardi di euro, pari al 6,6 per cento del prodotto interno lordo. Dunque una situazione di straordinario vantaggio, nel panorama mondiale del turismo. Ma la situazione italiana non è così rosea: nel 2004 la stagione estiva ha registrato in generale una perdita di consumi e presenze pari a circa il 15 per cento rispetto al 2003. Che fare per invertire questa tenedenza negativa in un contesto di crisi generalizzata, dove risultanosempre più forti le spinte concorrenti provenienti da altri Paesi che offrono proposte turistiche alternative per qualità e prezzi? Se ne parlerà domani, alle 11, in occasione dell'inaugurazione ufficiale del nuovo Punto Touring in Corso Cavour 31, durante il quale verrà presentato il libro di Roberto Ruozi, presidente del Touring Club Italiano, redatto con Cristina Sassoon, «Italia per tutti- Turismo, ambiente e cultura per ilanciare l'Italia che vale», Università Bocconi Editore. Il presidente del Touring Club Italiano Roberto Ruozi, professore merito dell'Università Bocconi, e la giurista Cristina Rapisarda Sassoon, direttore di «Studi e ricerche» del Tourign Club Italiano, analizzano in una serie di capitoli il problema turistico italiano, partendo dalla situazione del turismo in Italia e continuando con il rapporto tra pubblico e privato, le politiche pubbliche, l'organizzazione del settore, la formazione, la qualità e la sostenibilità e gli strumenti indispensabili per far funzionare la macchina turistica. Che il turismo e i turisti siano profondamente cambiati negli ultimi anni non è una novità. Si fanno periodi di vacanza più brevi mentre la richiesta si è diversificata. Mare e sole non bastano più a riempire gli alberghi italiani, che subiscono la concorrenza di altri Paesi affacciati sul Mediterraneo, ma stenta a decollare l'offerta del territorio, che è quella vincente e la più ricercata, in parte per la lentezza con cui si muove il sistema pubblico per promuovere non solo gli itinerari più noti ma anche la galassia del turismo alternativo, quello legato alla scoperta dei cosiddetti centri minori, spesso più godibili delle méte più conosciute, dell'enogastronomia e delle tradizioni locali. Gli stessi privati si organizzano in modo diseguale, a volte in maniera eccellente, con consorzi di enti che programmano strategie comuni, talvolta senza nessuna strategia, circostanza che vanifica risorse e idee. Emblematica la situazione dei musei, dove negli ultimi anni si registra una sorta di fuga in massa dei privati, talvolta per la difficoltà di adempiere alle incombenze richieste dal Ministero dei Beni culturali e anche per la scarsa remunerazione derivante dalla gestione delle strutture. Ma il problema forse più serio è quello culturale, come specificano gli autori quando affermando che «buona parte dell'industria turistica soffre di una grande carenza culturale degli operatori, che dovrebbero essere protagonisti assoluti nella diffusione delle conoscenze del patrmonio nazionale. Se moltissimi italiani non conoscono il loro Paese è anche perchè nessuno si è mai preoccupato di farlo conoscere». Per questo la filosofia del Tourign Club Italiano, che da oltre un secolo di adopera per far conoscere l'Italia agli italiani, si rivela come pefettamente in linea con l'esigenza prioritaria a cui si devono ispirare le politiche di promozione turistica: rendere note al maggior numero di utenti quanto sia grande, articolato, interessante e curioso da visiatre il patrimonio storico, turistico e ambientale di quello che resta agli occhi del mondo il Bel Paese.
Il futuro del Bel Paese si gioca con un turismo nuovo
Domani, in occasione dell'inaugurazione del nuovo negozio del Touring Club Italiano, sarà presente il presidente Ruozi. Il libro "Italia per tutti" analizza il problema turistico italiano, partendo dalla situazione del turismo in Italia e continuando con il rapporto tra pubblico e privato, le politiche pubbliche, l'organizzazione del settore, la formazione, la qualità e la sostenibilità. Il turismo italiano è uno dei più ricchi di beni ambientali, artistici e culturali al mondo, ma la situazione è meno rosea di quanto possa sembrare. Nel 2004, la stagione estiva ha registrato una perdita di consumi e presenze del 15% rispetto al 2003.
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