Cresce la richiesta di esperti da parte delle banche. Con competenze umanistiche e finanziarie. Consulenti doc ai risparmiatori per acquisti e vendite d'opere Se l'arte di investire è compito dei promotori finanziari, fare di un dipinto, di un aggetto da collezione o di un arredo fonte di business è competenza dell'art advisor. Ed è proprio alla consulenza di questo professionista, capace di offrire la sintesi tra passione collezionistica, esigenze patrimoniali e capacità manageriali, a cui le banche si rivolgono per fornire ai propri clienti il servizio di art advisory nella gamma di quelli offerti dal private banking. La richiesta della consulenza di questo professionista scaturisce dal fatto che anche in Italia sta ormai prendendo piede la tendenza a investire nell'arte. Sono, infatti, sempre più numerosi i risparmiatori che, delusi dalla Borsa, cercano forme diverse d'investimento. E così oltre a puntare sul mattone, alternativa dei risparmiatori è l'arte, che vede sempre più aumentare il numero degli investitori, anche perché i beni di questo tipo non devono essere denunciati nella dichiarazione dei redditi e i liberi professionisti possono detrarne le spese. Per venire incontro alle esigenze di questo tipo, molte banche offrono servizi che spaziano dalla semplice stima del valore di mercato di un'opera alla gestione dinamica di una collezione o di un intero patrimonio artistico. Ed è qui che entra in gioco la consulenza dell'art advisor', spiega dott. Francesco Faina, presidente e amministratore delegato della società Artfin, l'assistenza di un professionista esperto in opere d'arte costituisce un aiuto indispensabile per costruire una nuova collezione o per sviluppare in modo coerente una già esistente, attraverso acquisti e vendite mirate, in asta o in trattativa privata. L'art advisor, inoltre', precisa ancora Faina, è in grado di guidare il cliente in tutte le scelte riguardanti l'assicurazione delle opere d'arte, la loro conservazione e movimentazione, nonché in tutte le operazioni che possono incrementarne il valore, quali, per esempio, l'iscrizione in archivi o cataloghi, la pubblicazione in opere a carattere specialistico, il prestito temporaneo a mostre o musei. L'affermarsi della figura dell'art advisor può contribuire, infine, a portare professionalità e chiarezza in un mercato che oggi, almeno in Italia, spesso non brilla per la trasparenza delle transazioni', conclude Faina. Diverse sono quindi le competenze richieste a questo professionista che riesce così a ritagliarsi un ruolo ben preciso all'interno delle banche e istituto di credito che necessitano della loro fondamentale consulenza. Di sicuro, oltre a una preparazione vasta nel campo dell'arte, che deve spaziare dalla scultura alla pittura passando per l'arredamento e l'oggettistica, l'art advisor deve avere competenze finanziarie e di marketing, a cui affiancare la conoscenza dell'inglese e magari anche di una seconda lingua. Ovviamente una laurea universitaria in storia dell'arte consente di per poter valutare un'opera nel modo più preciso possibile', spiega il dott. Roeland Kollewijn, responsabile del servizio di art advisory di Artfin ed esperto di maestri antichi', così come un'esperienza concreta sul mercato aiuta molto per la stima corretta delle varie opere', aggiunge Kollewijn, L'art advisor deve essere in grado di emettere giudizi, anche se provvisori, in tempi brevi, e deve essere in grado di consigliare un investimento con un'analisi celere e completa', conclude Kollewijn. In questo scenario, in Italia, è certamente auspicabile una presenza crescente delle banche nel campo dell'arte, sia come collezionistiinvestitori sia come fornitori di servizi di art advisory', spiega Faina, aprendo così agli esperti d'arte, nel mercato del lavoro, nuovi contesti di inserimento professionale, oltre a quelli ovviamente tradizionali dei musei e delle case d'aste. Diverse pertanto le possibilità di inserimento: si può lavorare presso società che offrono consulenza nel campo dell'arte a 360 gradi, e cui spesso le banche fanno riferimento, o proporsi direttamente come libero professionista. Anche il mondo dell'università si è accorta del fenomeno: sono infatti ben 67 gli atenei che nell'anno accademico 2005-06 organizzano master sulla gestione dei beni culturali. Tra questi 25 le nuove proposte formative (vedi box allegato). Quella dell'arte advisor è una consulenza che nella maggior parte dei casi viene retribuita quando la transizione finanziaria va a buon fine, il margine di guadagno per una consulenza è a percentuale, ovviamente maggiore è l'importo dell'investimento e più alto è il margine di guadagno. Chiaramente quest'ultimo dipende molto anche dalla politica della banca', specifica Kollewijn'.
Art advisory per investire nell'arte
La richiesta di consulenza di esperti in arte sta crescendo, soprattutto da parte delle banche. Questi professionisti, noti come art advisor, offrono servizi di consulenza ai clienti sui mercati dell'arte, aiutandoli a costruire o sviluppare collezioni, acquistare o vendere opere d'arte. La consulenza di un art advisor può includere anche la gestione di collezioni, l'assicurazione delle opere d'arte, la loro conservazione e movimentazione, nonché l'incremento del loro valore. Le banche stanno aumentando la richiesta di servizi di art advisory per aiutare i loro clienti a investire nell'arte.
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