L'ateneo vende per «pareggiare» EMERGENZA FONDI L'Ateneo fiorentino continua ad annaspare. Due giorni fa l'approvazione del bilancio preventivo per il 2006, dopo una seduta relativamente tranquilla (due voti contrari e un solo astenuto) del Cda. Bilancio anemico e d'emergenza, quello prossimo venturo: per raggiungere il pareggio, seppure in un quadro di contenimento generale delle spese, il bilancio (in tutto 510 milioni), evidenzia un fabbisogno di 18 milioni, che saranno coperti con la vendita di immobili (la storica Villa Favard, sede della Facoltà di Economia nell'era Pre-Novoli, 44 milioni), nuovi mutui, prepensionamenti «che non incideranno sulla didattica». Camilla Baroncelli, SdS, non usa mezzi termini:«Il nostro voto è stato ancora una volta contrario perché crediamo che il rilancio, anche economico dell'Ateneo non possa passare per una manovra senza coraggio e che muove da logiche di corte vedute». A favore, ma non senza una punta malcelata di amarezza ha votato Stefano Pichi, di LA, che ha sottolineato come «il bilancio risenta di falle "storiche", e per un rilancio più deciso, bisognerà attendere e lavorare». Più nel merito, entra Camilla: "Niente è cambiato: il Consiglio di Amministrazione dovrà approvare un bilancio che inizialmente presentava quasi 30 milioni di debiti, a cui si aggiungono 29 milioni di disavanzo relativi al 2005 da sanare e nuovi investimenti edilizi per quasi 30 milioni. Questo significa, prima di tutto, tagli agli investimenti sulla didattica (-4,5) e sulla ricerca». Pericolo scampato per l'aumento delle tasse. Il Rettore Augusto Marinelli si difende: «Il nostro è un bilancio bloccato: le entrate statali rimangono costanti mentre aumentano le spese di gestione. Le nostre scelte sono pertanto "imposte"».
FIRENZE: Villa Favard ceduta per sanare il bilancio
L'Ateneo fiorentino ha approvato il bilancio preventivo per il 2006 con un voto a maggioranza. Il bilancio prevede un fabbisogno di 18 milioni, coperti con la vendita di immobili, nuovi mutui e prepensionamenti. Il Consiglio di Amministrazione ha votato a favore, ma con una punta di amarezza. Il Rettore Augusto Marinelli si è difeso, affermando che le scelte sono state "imposte" a causa di un bilancio bloccato. Il bilancio prevede tagli agli investimenti sulla didattica e sulla ricerca. Il Consiglio di Amministrazione ha anche approvato la vendita di immobili, tra cui la storica Villa Favard.
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