Da oggi saranno esposte trentasei opere di epoca antica e moderna, di contenuto sacro e profano, sotto il titolo «Nel giardino di Eden e nelle selve d'Olimpo» Firenze. I nudi della Galleria degli Uffizi di Firenze escono per la prima volta dai depositi del museo per essere visibili al pubblico. Sono 36 opere, di epoca antica e moderna, che abitualmente non vengono esposte nelle sale ma che, invece, da oggi, saranno il perno dell' abituale mostra natalizia «I mai visti» con la quale il museo, la Soprintendenza al Polo Museale Fiorentino e l' associazione Amici degli Uffizi svelano capolavori che altrimenti rimarrebbero apprezzati solo dagli studiosi. La rassegna viene realizzata nel salone delle ex Poste Reali, nel piazzale degli Uffizi e proseguirà fino al 29 gennaio. Il sottotitolo ne esplicita i contenuti: «Nel giardino di Eden e nelle selve d' Olimpo». Sacro e profano, infatti, sono i temi conduttori dell' allestimento. «Potrà sembrare un argomento poco pertinente alla festività che si celebra - ha affermato il curatore della mostra Antonio Natali durante la conferenza stampa di presentazione - ma la purezza e la dignità del nudo risalgono proprio alle Sacre Scritture». L' allestimento si apre con due immagini sacre, due ritratti che esemplificano il nudo di un uomo giovane e quello di un vecchio. Uno è un «San Sebastiano», una tempera su tavola di Scuola ferrarese del secondo '400; l' altro è un «San Girolamo» penitente del maestro spagnolo Jusepe de Ribera, attivo nella prima metà del '600. Questo quadro, tra l' altro, è un inedito assoluto per gli Uffizi poichè si tratta di un capolavoro che la galleria ha acquisito di recente sul mercato dell' arte. Sullo sfondo della mostra campeggia, invece, una tela con «Il peccato di Adamo ed Eva» ispirato all' originale di Frans Floris (fine '600). Per la pittura sacra ci sono dipinti che illustrano le storie dell' Eden come «La creazione di Adamo» di Jacopo da Empoli e altri che narrano vicende della vita di Gesù. Fra questi la «Madonna del libro» del Pontormo e «Cristo morto fra gli angeli» di Poppi (nella foto). Capolavori sono presenti anche nella sezione dedicata al profano come le castità insidiate delle opere di Guido Reni con «Susanna e i vecchi satiri», e Francesco Montelatici detto Cecco Bravo con «Giuseppe e la moglie di Putifarre». E poi, ancora, il «Giudizio di Paride» di Lucas Cranach, «Venere e Amore» di Tiziano, «Venere e Mercurio davanti a Giove» del Veronese, «Putti in volo» del Tiepolo. La parte conclusiva della mostra è dedicata ad artisti contemporanei che sempre si sono dedicati al nudo: sono visibili gli autoritratti di Robert Rauschenberg, Laszlo Lachner e Mario Fallani.