S. MARIA DEL CEDRO - Un luogo, una traccia, un evento: l'antica Laos, i reperti della prestigiosa città magnogreca e lucana, sita nel territorio di Santa Maria del Cedro, all'attenzione del Comitato scientifico e archeologico. Una sala del Museo nazionale di Reggio Calabria sarà interamente dedicata ai reperti di Laos. L'inaugurazione si avrà oggi, alle 10,30. All'evento parteciperanno il ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione e il soprintendente regionale Annalisa Zarattini. Questo particolare momento è attinente ad u-no dei maggiori restauri della storia del Parco archeologico di Laos, conseguente all'esposizione dei reperti rinvenuti nella Tomba a camera (nell'autunno del 1963), a Marcellina, frazione di Santa Maria del Cedro. La camera misurava 3 metri e 60 per 3,30 e 2,50. Vi erano stati inumati un uomo e una donna, i Quali avevano probabilmente occupato una elevata posizione nella società, come dimostrerebbero i vari oggetti di valore posti all'interno della tomba, parte del loro tesoro personale. Tra i reperti esposti più interessanti, l'armatura di un guerriero, corredata da vari oggetti tra i quali la corazza, l'elmo e un diadema d'oro, oltre a vari oggetti di evidente fattura magno greca. L'amministrazione comunale intende dare il massimo risalto a questo avvenimento, nell'ambito delle azioni per la valorizzazione del sito, che vedranno prossimamente altri importanti sviluppi. Per la valorizzazione del Parco archeologico di Laos è stato emanato dal comune di Santa Maria del Cedro un bando internazionale, sotto l'egida dell'Unesco, che prevede uno studio di fattibilità, avente come primo obiettivo l'anastilosi, cioè la ricostruzione della "casaconlarampa" eia ripresa degli scavi, nell'ambito del progetto di Archeologia sperimentale, che sarà probabilmente seguito dall'istituzione di una Scuola internazionale di scavi e restauro da condurre per via telematica. È questo certamente un momento altamente qualificante per il futuro della cittadina tirrenica, che si appresa ad entrare in un circuito archeologico mondiale. «La collaborazione tra soggetti diversi - ha dichiarato con soddisfazione il sindaco Francesco Maria Fazio - ha potuto consentire la realizzazione di uno smisurato quanto inaspettato o-biettivo, reso realistico dall'attività sinergica del Comune di Santa Maria del Cedro e il Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici del ministero per i Beni e le attività culturali, la direzione regionale per i Beni paesaggistici e culturali, la Regione con i propri assessorati competenti, la Soprintendenza per i beni archeologici per la Calabria e la Commissione italiana dell'Unesco. Hanno agito all'unisono, non solo per fermare il processo di degrado di uh tesoro che è patrimonio della collettività, ma anche per fornire a coloro che ne sono interessati momenti di crescita. "Riscoprire restaurando" ha dichiarato il soprintendente regionale Annalisa Zarattini - è un'occasione per proporre un nuovo allestimento ed una lettura diversa, attraverso un elaborato programma di indagini e studi, del complesso e prezioso nucleo di materiali che compongono il corredo della tomba a camera di Marcellina negli spazi espositivi dedicati all'antica città di Laos». Laos, città di confine sorta sulle rive del fiume Lao, che divideva la Lucania dal Bruzio, fu abitata tra la fine del 600 e l'inizio del 500 a.C. ed aveva una cultura simile a quella delle zone interne della Lucania. Divenne colonia di esuli sibariti, dopo che la città achea fu sconfitta da Crotone nel 510 a.C.
S. MARIA DEL CEDRO Parco Laos sotto egida dell'Unesco
Oggi, alle 10,30, si terrà l'inaugurazione della sala del Museo nazionale di Reggio Calabria dedicata ai reperti dell'antica città magnogreca di Laos, situata nel territorio di Santa Maria del Cedro. Il ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione e il soprintendente regionale Annalisa Zarattini parteciperanno all'evento. I reperti provenienti dalla Tomba a camera di Marcellina, scoperta nel 1963, includono armatura di un guerriero e oggetti di evidente fattura magno greca. La città di Laos fu abitata tra il 600 e il 500 a.C. e divenne colonia di esuli sibariti dopo la sconfitta di Crotone nel 510 a.C.
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