L'evoluzione del mercato immobiliare si è mossa a partire dal 1990 passando per politiche di solo prodotto immobiliare e approdando, agli inizi del 2000, alla sola finanza. Il real estate, prima solo limitato a un mercato locale di scarso respiro e lungimiranza, è diventato, con il tempo, sinonimo di grandi operazioni finanziare, spesso risultato di frazionamenti del patrimonio pubblico che, dimesso senza alcuna garanzia di valorizzazione, ha perduto la sua grande occasione. Inoltre le normative locali e nazionali inadeguate non sono riuscite a fornire soluzioni coordinate per il recupero delle nostre città. Oggi si avverte una leggera virata delle direttrici di sviluppo. Infatti stiamo assistendo a interessanti tentativi (per esempio Ferrovie dello Stato , l'agenzia del Demanio e Fintecna ) in cui l'interesse privato e quello pubblico trovano il proprio equilibrio nella volontà di valorizzare il nostro territorio e il patrimonio immobiliare a vario titolo dimesso o sottoutilizzato. Evoluzione, sviluppo e recupero sono quindi le parole chiave del mercato immobiliare futuro, a cui devono corrispondere nuovi strumenti urbanistici con soluzioni adatte a congiungere l'interesse pubblico a quello privato, normative mirate alla salvaguardia dell'ambiente L'epoca della finanza sterile si sta esaurendo per lasciare spazio alla finanza applicata allo sviluppo che interessa chi dismette le aree, chi le pianifica e chi interviene sugli strumenti urbanistici. Il futuro delle nostre città dovrebbe essere messo nelle mani di promotori in grado di miscelare prodotto e finanza, raggiungendo gli obiettivi di sostenibilità economica dei progetti, senza mai perdere di vista che il vero Re developer ha il dovere etico di creare valore aggiunto, il più possibile durevole nel tempo, per chiunque graviti, viva o lavori nelle aree che ha riqualificato: dai recuperi e valorizzazioni di singoli edifici, dove la qualità architettonica diventa fondamentale, agli interventi in scala di comparti integrati, veri e propri pezzi di città, dove oltre all'aspetto progettuale e architettonico giocano una grande importanza le opere infrastrutturali e i servizi di interesse generale. Un format, risultato ampiamente vincente, cercheremo di trasferirlo nel l'ambito dei principali nostri nuovi progetti: il business park a Bologna (promosso in partnership con Seci ) che prevede circa 40mila metri quadrati di sviluppo nell'ambito del terziario direzionale, un nuovo comparto residenziale a Bologna che prevede 45mila metri quadrati di sviluppo su un'area di 22 ettari e, infine, la riqualificazione dell'area denominata Varesine a pochi passi dalla Stazione centrale di Milano, dove insieme al socio Hines e allo studio architettonico Krp stiamo cercando di trovare soluzioni funzionali e armoniche con l'obiettivo di restituire alla città un organo vitale del suo centro. Presidente Galotti