Gli scenari sul futuro della capitale della Sicilia secondo Ance-Ambrosetti. Palermo si candida come capitale dell'area euromediterranea e come sede della banca per la gestione dei flussi di investimenti pubblici dell'Europa verso i paesi terzi del bacino. Conditio sine qua non perchè ciò avvenga è il sistema infrastrutturale. Il che vuol dire far partire le autostrade del mare sostenute a terra da un adeguato sistema intermodale. E per essere competitivi sugli scenari globali bisognerà puntare anche sulla formazione d'eccellenza e specialistica. Questi gli obiettivi che Palermo dovrà raggiungere entro il 2015 per entrare a far parte delle capitali mondiali seguendo il trend di Londra, New York, Shanghai e Tokyo, le prime quattro e indiscusse città del mondo. Il capoluogo siciliano ha tutte le carte in regola per entrare nella rosa dei nomi delle cento capitali del pianeta. Parola di Studio Ambrosetti che ieri a Villa Igiea ha organizzato la tappa palermitana del road show Le città creative', organizzato nei mesi scorsi anche a Milano, Roma, Napoli e Torino. Sulla parete della sala convegni dello storico albergo liberty palermitano, sono stata proiettate una carrellata di slide per sintetizzare il focus che l'Ance, associazione nazionale dei costruttori edili, presieduta da Claudio De Albertis ha commissionato ad Ambrosetti. Andrea Beretta Zanoni, senior partner dello Studio, ha sciorati una serie di numeri che Palermo dovrà raggiungere entro il deadline 2015: Entro dieci anni il valore aggiunto pro-capite dovrà passare dagli attuali 12.880 euro ad almeno 35 mila euro. Gli investimenti diretti esteri dovranno toccare il 3 del Pil. Il numero dei turisti dovrà raddoppiare (oggi se ne contano 3,4 milioni, ndr) così come il traffico dei passeggeri aerei (che attualmente si aggira sui 3,6 milioni, ndr)'. Attenzione anche all'integrazione: Tra gli indicatori sociali', ha aggiunto Beretta Zanoni, dovranno aumentare i matrimoni misti e i bambini stranieri iscritti alla scuola dell'obbligo'. Di landmark', cioè i luoghi simbolo delle città moderne, e di un'immagine positiva da esportare all'estero ha parlato un altro senior partner di Ambrosetti, Paolo Borzatta: Basta pensare all'effetto della piramide di Parigi o alla Coppa America che ha rilanciato Valencia'. L'incontro di ieri è stato anche un modo per creare un confronto tra alcuni dei creativi' di Palermo, cioè le persone capaci di risolvere quotidianamente problemi complessi', secondo la definizione che Ambrosetti attribuisce al termine. Docenti universitari e rappresentanti dell'amministrazione si sono interrogati sul futuro del capoluogo siciliano. Tutti d'accordo sul fatto che Palermo può diventare capitale dell'areaMed sia in termini economici che culturali. Ma bisognerà puntare sulla rete infrastrutturale, secondo Claudio De Albertis. Prime fra tutte le autostrade del mare che però', ha fatto notare Nino Bevilacqua, presidente dell'Autorità portuale di Palermo, reggono solamente se dietro esististe un sistema intermodale efficiente'. Ecco perchè', ha suggerito Bevilacqua, è necessaria una condivisioni di intenti tra Autorità portuale, comune gli altri porti della Sicilia'. Presente all'incontro anche Ettore Artioli, vicepresidente Confindustria con delega per il Mezzogiorno, che ha lanciato la sua ricetta per attrarre gli investimenti esteri e fare diventare realtà i progetti: Una grande condivisione delle idee, un coinvolgimento analitico di persone competenti e l'esportazione di un'immagine positiva dell'isola'. Artioli ha puntato poi il dito sulla lentezza burocratica tipica del Sud: Tasto dolente è l'amministrazione pubblica, dove spesso le pratiche si arenano per un nonnulla'
Palermo capitale EuroMed se fa le autostrade del mare
Studio Ambrosetti ha presentato gli obiettivi da raggiungere da Palermo entro il 2015 per diventare capitale dell'area euromediterranea e sede della banca per la gestione dei flussi di investimenti pubblici dell'Europa verso i paesi terzi del bacino. Gli obiettivi includono il miglioramento del sistema infrastrutturale, la formazione d'eccellenza e specialistica, e l'aumento del valore aggiunto pro-capite, degli investimenti diretti esteri e del turismo. Il capoluogo siciliano deve anche aumentare l'integrazione sociale e creare un'immagine positiva da esportare all'estero.
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