Gli autori e gli editori italiani potrebbero abbandonare la Siae per trasferire la gestione dei loro diritti ad altre società europee. La minaccia arriva in risposta a un decreto del governo, che ha recentemente costituito una commissione di studio per la riforma e l'esproprio della Siae stessa, presieduta dal segretario generale di palazzo Chigi Mauro Masi, senza la partecipazione degli autori e degli editori. L'assemblea della Siae, riunitasi ieri a Roma, in un messaggio inviato al capo dello stato e al presidente del consiglio, ha ribadito all'unanimità che la società è un ente di diritto pubblico economico a base associativa, che ha il compito di tutelare il diritto d'autore e amministra un patrimonio (circa 600 milioni di euro l'anno) di cui sono artefici e titolari esclusivi gli autori e gli editori a essa associati'. Secondo l'assemblea la Siae deve poter continuare a gestire in piena autonomia e indipendenza, con organi sociali democraticamente eletti, i diritti degli autori e degli editori italiani e stranieri le cui opere sono utilizzate nel nostro paese, frutto del loro lavoro e della loro creatività'. Stanno mettendo a rischio i diritti degli autori italiani', ha affermato il cantautore Gino Paoli, e la credibilità dell'Italia. Che direbbero infatti gli autori italiani, se in Francia venisse all'improvviso riformata la società d'autori transalpina senza che i legittimi proprietari dei diritti, gli autori stessi, fossero protagonisti di questa riforma?'. È incredibile', ha commentato Gianni Minà, che gli iscritti a una società che vive e dà vita alla creatività e al talento debbano essere espropriati dal diritto di amministrare e gestire i frutti del proprio lavoro. Non vorremmo che quest'assalto alla Siae segnalasse l'esigenza dell'attuale governo di usufruire del patrimonio Siae (circa 600 milioni di euro l'anno, ndr) per far fronte a qualche buco di bilancio che la Finanziaria non riesce a coprire'. (riproduzione riservata)
Autori contro la riforma del governo. Siae, L'autonomia È Indispensabile
L'assemblea della Siae ha ribadito che la società è un ente di diritto pubblico economico a base associativa, con il compito di tutelare il diritto d'autore e amministrare un patrimonio di 600 milioni di euro. Gli autori e gli editori italiani potrebbero abbandonare la Siae per trasferire la gestione dei loro diritti ad altre società europee. La minaccia arriva in risposta a un decreto del governo che ha costituito una commissione di studio per la riforma e l'esproprio della Siae. Gli autori e gli editori hanno espresso preoccupazioni per la loro espropriazione dal diritto di amministrare e gestire i frutti del proprio lavoro.
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