Il Museo Egizio volta pagina. E non mancano le sorprese. "La via per il Cairo passa da Torino" diceva l'inventore dell'egittologia Jean-François Champollion. Fu lui a redigere il primo catalogo del museo, quando la collezione d'antichità egizie di Bernardino Drovetti fu acquistata nel 1824 da Carlo Alberto e andò a formare il nucleo originario dell'attuale Museo Egizio di Torino. Secondo al mondo dopo quello del Cairo per qualità e ricchezza delle collezioni, il museo sta vivendo una trasformazione che segnerà una svolta nell'organizzazione museale italiana. Lunedì 19 dicembre, alla presenza del ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, da istituto a gestione statale il museo diverrà una fondazione. Ufficialmente la Fondazione Museo Egizio è nata il 6 ottobre 2004, quando l'allora ministro Giuliano Urbani creò un consiglio d'amministrazione, presieduto da Alain Elkann, composto dai rappresentanti di Comune di Torino, Provincia, Regione, ministero e banche. Subito, annuncia Elkann, ci saranno novità: «Il Museo antico, in via Accademia delle scienze, verrà restaurato, reso più accogliente per il pubblico e fornito di guardaroba e auricolari in tre lingue. Lo Statuario, dove sono esposte le monumentali statue di re e divinità, diventerà una mostra curata dallo scenografo Dante Ferretti, premio Oscar con il film The Aviator di Martin Scorsese, che ricreerà l'allestimento con luci e suggestioni».