Risponde Pietro Gargano Abbiamo festeggiato le nozze d'argento della chiusura di Sant'Agostino alla Zecca, caro dottor Gargano. E purtroppo non è la solita scontata battuta. Come consiglieri circoscrizionali di Mercato-Pendino, nonché promotori del Comitato per il restauro della trecentesca chiesa, non possiamo che prenderne atto ma, nello stesso tempo, adoperarci perché lo splendido tempio di Forcella torni ad essere patrimonio della città. Da qui è nata la nostra idea. Dalla fine di novembre, infatti, dopo il venticinquesimo anniversario del terremoto dell'80, anno in cui Sant'Agostino alla Zecca gravemente danneggiata fu chiusa al culto, abbiamo pensato di stampare una cartolina che ricordasse ai cittadini, ma soprattutto alle istituzioni competenti gli impegni assunti all'indomani dell'incendio che distrusse totalmente il portale ligneo del 700. Il 17 gennaio di quest'anno, in occasione del tradizionale fuoco di Sant'Antuono Abate, un gruppo di ragazzini ammucchiò un enorme quantità di legno sul sagrato della Chiesa e durante la notte il fuoco divampò distruggendo completamente il portale. Da quel momento in poi si accesero i riflettori su Sant'Agostino alla Zecca. L'allora ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani inviò una lettera al sindaco di Napoli impegnandosi a stanziare cinque milioni di euro per il restauro di Sant'Agostino alla Zecca (proprietà del Fec, Fondo edifici culto del ministero dell'Interno), di Santa Maria di Porto Salvo (anche questa chiusa da tempo) e della Basilica della SS. Annunziata. Nello stesso periodo, anche il ministero dell'Interno attraverso il Fec dichiarava che avrebbe stanziato dei fondi per la riapertura al culto di Sant'Agostino alla Zecca. Ora le luci si sono affievolite e per ridare forza alla nostra battaglia, come napoletani profondamente legati a questa chiesa, abbiamo voluto risvegliare la coscienza dei nostri concittadini distribuendo nei decumani cinquemila cartoline indirizzate all'attuale ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione, perché tenga fede alla promessa fatta dal suo predecessore. Napoli, come sempre, ha accolto con calore ed entusiasmo: le cinquemila cartoline sono andate a ruba. Tra i testimonial dell'iniziativa annoveriamo l'attore e poeta Gino Maringola, comprimario della compagnia del grande Eduardo De Filippo. Siamo certi che i nostri sforzi saranno premiati e che presto i forcellesi riavranno la loro chiesa. Gianfranco Wurzburger e Salvatore Castiello NAPOLI Se Sant'Agostino alla Zecca sarà restituito a Forcella e alla città, allora si rivelerà benedetto il triste falò di Sant'Antuono. La chiesa sorse nel 1287 per volontà del re Carlo d'Angiò, ma fu Carlo II a continuare i lavori e Roberto a completarli. Ora è stretta fra i palazzi dell'epilessia architettonica di Napoli, ma da lontano la riconosci grazie all'alto campanile. La scossa del 1980 non fu la prima. Già nel 1456 il complesso fu danneggiato al punto che solo nel 1641 gli Agostiniani avviarono ì lavori di restauro, sospesi nel 1697. Ora il Comitato spera di vederlo riaperto a! culto e di poter riprendere la tradizione della festa del 28 agosto. L'urgenza degli interventi si accompagna a quella della verità. A molti piacerebbe conoscere i titoli di possesso di strutture attigue alla chiesa, per accertare se qualche parte non sia stata venduta. In particolare va accertata la situazione del chiostro, della sala del refettorio, anche del campanile. Il compianto Giancarlo Alisio aveva proposto di destinare Sant'Agostino alla Zecca come sede dei concerti della Associazione Scarlatti guidata dal professore Lucio Sicca. Una bella idea, consideriamola una parte del testamento spirituale dell'architetto: perché il problema non è solo quello di recuperare le chiese alla comunità e alla fede, è anche quello di farle vivere.
Ma quella chiesa va restituita a Forcella
Il Comitato per il restauro di Sant'Agostino alla Zecca di Forcella, Napoli, ha distribuito 5.000 cartoline per ricordare ai cittadini e alle istituzioni competenti gli impegni assunti dopo l'incendio del portale ligneo del 2007. L'incendio, avvenuto durante il fuoco di Sant'Antuono Abate, ha distrutto il portale e ha attirato l'attenzione sulla chiesa. Il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani ha promesso cinque milioni di euro per il restauro della chiesa, ma le luci si sono affievolite.
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