E Philippe de Montebello, lo storico direttore del Metropolitan Museum di New York, ha detto sì. Sì alla restituzione dei trenta reperti, contestati al museo per la loro provenienza illecita, frutto di scavi clandestini sul territorio italiano e in particolare di quello di Cerveteri. Sì al cratere di Eufronios e a tutta la collezione di argenti di Morgantina. A patto però, ha chiesto De Montebello, che il nostro paese contraccambi con un lungo prestito al «Met» di opere di valore analogo. De Montebello dovrà avere ora l'ok del «Trustees», il consiglio di amministrazione del Metropolitan, ma data l'autorevolezza del suo ruolo ciò sembra scontato. Quanto al ministero, l'impegno è ora quello di fornire in tempi stretti la documentazione sui pezzi richiesti. Una svolta dunque. E non l'unica sul fronte della vertenza internazionale avviata contro i trafficanti d'arte e di reperti archeologici sottratti al nostro paese, che fa perno ormai nella clamorosa inchiesta sul Paul Getty Museum da cui è nato il processo in corso a Roma contro l'ex curatrice delle antichità Marion True (di cui questa mattina si terrà una nuova udienza a piazzale Clodio di fronte alla VII sezione del Tribunale). La stampa greca ha infatti pubblicato nei giorni scorsi le dichiarazioni agguerrite del sottosegretario alla cultura Petros Tatoulis che ha rivelato come il governo ellenico stia seguendo con grandissima attenzione il processo in corso a Roma e abbia già chiesto alla Procura ateniese di attivarsi presso la magistratura romana per istruire un analogo ricorso e conseguenti rogatone contro il Getty Museum per le opere trafugate, di origine ellenica. Ma torniamo al «Met», uno dei più importanti musei d'arte dell'occidente, finito in questa brutta storia attraverso i contatti pericolosi con trafficanti di opere come Robert Hecht o Giacomo Medici, individuati nelle inchieste del Pm Piergiorgio Ferri (e nel caso di Medici dal gip Muntoni) come responsabili materiali di un'alienazione condotta su scala industriale (basti pensare ai 3000 reperti sequestrati nel Porto Franco di Ginevra a Giacomo Medici, condannato poi a dieci anni di reclusione) a vantaggio di importanti musei d'oltreoceano. Il Met infatti si trova in buona compagnia, insieme al Getty Museum, ma anche a istituzioni eccellenti come quelle di Princeton, Cleveland, Campbell, Saint Louis oltre che a collezioni importanti come la White. Il ragionamento di fronte al quale De Montebello ha dovuto arrendersi è risuonato sotto le volte del Palazzo del Collegio Romano, sede del ministero, dove lo staff del Met ha incontrato il 22 novembre i rappresentanti dello stato italiano: se volete proprio insistere su questo problema delle prove, hanno detto i nostri rappresentanti, vi diciamo che se voi avete acquistato dei frammenti e avete poi ricostruito un cratere, non potete certo sostenere che quel cratere è uscito dall'Italia prima del 1902... De Montebello che è al «Met» dal 1963, salvo una parentesi passata a Houston dal '69 al '74, e che dal 1977 ha sostituito il precedente direttore Thomas Eving, responsabile dell'acquisto di un capolavoro come il cratere di Eufronios (la più importante delle opere contestate) ha dovuto prendere atto dell'impossibilità materiale di tenere duro su tutto il fronte, anche perché sulla vicenda la stampa statunitense col «Los Angeles Times» e il «New York Times» in testa ha assunto toni molto duri. A quel punto lo stesso Eving ha firmato una dichiarazione in cui la provenienza illecita dei reperti è stata ammessa.
Il Metropolitan restituirà i trenta reperti trafugati. New York chiede in prestito opere di uguale valore
Il Metropolitan Museum di New York ha accettato di restituire 30 reperti archeologici provenienti da Cerveteri e altre località italiane, sequestrati per la loro provenienza illecita. Il direttore del museo, Philippe de Montebello, ha chiesto che l'Italia contraccambi con un prestito di opere di valore simile. Il ministero italiano deve fornire documentazione sui pezzi richiesti entro breve. Questa decisione segna una svolta nella vertenza internazionale contro i trafficanti d'arte e di reperti archeologici. Il Met è stato coinvolto in controversie per la sua provenienza di reperti, e il direttore de Montebello ha dovuto ammettere l'illecitudine della loro acquisizione.
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