La Camera dice sì al condono e alla pornotax Oggi Consiglio dei ministri, martedì rinvio al Senato AMARA SORPRESA dell'ultima ora nella Finanziaria su cui ieri la Camera ha votato la fiducia. All'insaputa dello stesso Guido Crosetto (FI) - autore della proposta - è stata inserita nel testo la possibilità di costruire «insediamenti turistici di qualità di interesse nazionale » sul demanio marittimo. Insomma, sulle spiagge si potranno edificare alberghi e strutture turistiche di rilevanti dimensioni, visto che i nuovi insediamenti dovranno «assicurare un ampliamento della base occupazionale mediante l'assunzione di un numero di addetti non inferiore a 250 unità». IlWwf li chiama ecomostri, la Legambiente grida allo scempio. Per di più la norma (che i Ds avevano ribattezzato «modello Las vegas», visto che in origine si parlava anche dell'apertura di Casinò, poi cancellati) aggira tacitamente i «paletti» che regolano la concessione del demanio marittimo (finora l'elenco di attività consentite è stringente) lasciando invariate le disposizioni sulla durata della concessione, eliminando quel «fino a 90 anni» che aveva fatto lanciare l'allarme sul rischio svendita. Resta in piedi il meccanismo attuale dei 6 anni automaticamente rinnovabili, ma appare assai difficile che una struttura di grandi dimensioni possa «sloggiare» dopo pochi anni dalla costruzione. Insomma, il rischio alienazione delle spiagge resta nei fatti, anche se si salvaguardano i vincoli paesaggistici e ambientali. Finanziaria contro l'ambiente, dunque, ma anche contro i lavoratori e i più poveri. «Dopo i tagli chiaramente antisociali che hanno colpito le risorse dei Comuni - attacca Cesare Damiano (Ds) - adesso c'è il rischio che, a causa del mancato rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, sia direttamente colpita l'occupazione. Il Governo non solo non ha ampliato le tutele, come sarebbe stato necessario, ma sta mettendo in discussione quelle già esistenti. Questo potrebbe mettere a serio rischio migliaia di posti di lavoro». L'ultima manovra di Giulio Tremonti (che ne contiene sei successive) tradisce anche i contribuenti con l'ennesimo condono mascherato. Il Tesoro punta infatti ad un gettito di 2 miliardi di euro nel 2006 con la programmazione fiscale: un concordato preventivo triennale rivolto agli aderenti agli studi di settore a cui sarà proposta anche una sanatoria sul biennio 2003-2004. Il fisco presenterà una proposta entro il 16 ottobre 2006 e il contribuente potrà pagare il 23 o il 28 di imposta sostitutiva sui maggiori redditi. Oltre tutto questo, si concede anche una sanatoria per i danni erariali provocati da illeciti contabili, con un pagamento di una somma molto modesta in confronto al danno. È la Corte dei Conti su questo a lanciare l'allarme, definendo la misura di «dubbia legittimità costituzionale». Restano i tagli pesantissimi alle amministrazioni decentrate. La manovra riscrive il patto di stabilità interno con una «stretta» alle spese che esclude solo i Comuni sotto i 5mila abitanti. Per le Regioni la spesa viene ridotta del 3,8 dal livello del 2004. La camera ha approvato con 309 voti favorevoli, 207 contrari e 2 astenuti. Il voto finale è atteso per martedì. Si trattava di una manovra inizialmente da 23,9 miliardi, salita, a circa 27,6. Nel nuovo testo viene indicato che gli introiti da ulteriori cessioni immobiliari fino a 3 miliardi, in precedenza destinati al piano Lisbona, andranno a riduzione del debito. Si stabilisce che l'esenzione Ici per la Chiesa non si applica retroattivamente. Tra le novità, la tassa sui film porno e violenti.