Comune e Regione chiariscono i dubbi sorti sulla realizzazione degli alloggi. Le forti perplessità del Ministero dell'Ambiente intorno al progetto di risanamento ambientale dell'area a ridosso dello stabilimento siderurgico fanno correre i brividi a Palazzo di Città. E solo ieri sera, al termine di un vorticoso giro di telefonate e di contatti sull'asse Taranto-Bari-Roma, si torna a tirare un sospiro di sollievo. Le perplessità ministeriali ci sono, ma probabilmente possono essere superate con una «rimodulazione» del progetto complessivo, essenzialmente nella parte che riguarda la realizzazione dei 450 nuovi alloggi nei quartieri «Tamburi» e «Paolo VI», alloggi che andranno a sostituire in area bonificata le cosiddette «case parcheggio». Lo spettro del congelamento dell'intero pacchetto di fondi - ben 56 milioni di euro, frutto delle tre versioni dell' atto d'intesa siglato a partire dal 2003 fra Comune, Regione, Governo e Ilva - che sembrava profilarsi minaccioso all'orizzonte, sembra ora rientrato. La notizie era piombata come un macigno nella tarda serata di avantieri, al termine dell'ennesima riunione romana fra tecnici del ministero dell'Ambiente e rappresentanti dei Comuni di Taranto e Statte. Le obiezioni ministeriali puntavano al nocciolo del problema-alloggi: tutto bene per quanto riguarda l'opera di risanamento ambientale, per la creazione del «polmone verde» a ridosso dello stabilimento Ilva e per la realizzazione di impianti sportivi e di aggregazione sociale: ma fra le finalità contemplate dallo stanziamento dei fondi non rientra e non può rientrare sic et simpliciter anche la realizzazione di 450 alloggi. Fortunatamente, il contemporaneo svolgimento, nella giornata di ieri, del Consiglio regionale a Bari e della sessione parlamentare romana dedicata alla discussione sulla Finanziaria, ha reso più agevole «agganciare» sia l'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente, sia - a Roma - il viceministro all'Economia Miccichè. Muovendosi in tandem, il sindaco Di Bello e il vice sindaco Tucci hanno provveduto a chiarire i termini della questione e a superare quello che da più parti è stato definito un banale «difetto di comunicazione». In soldoni, sembrerebbe che sia possibile superare il veto del Governo definendo quegli alloggi come strutture «di accoglienza», ovvero insediamenti edilizi deputati a ricevere (provvisoriamente?) gli abitanti di quelle palazzine fatiscenti e soggette a fortissimo degrado ambientale che andranno rase al suolo. «Ho parlato personalmente con l'assessore Barbanente - fa sepere dal canto suo il vice presidente del Consiglio regionale, il diessino Luciano Mineo - e posso garantire che da parte della Regione c'è la più concreta volontà di superare gli intoppi battendosi con grande energia affinchè Taranto non perda i 56 milioni di euro stanziati. L'impegno personale del presidente Vendola e dell'assessore Barbanente testimonia una correttezza istituzionale e un senso di responsabilità nel governo della cosa pubblica che non sempre altri hanno saputo rivestire. Il problema era nato nel rapporto fra Comune e Governo. Ora mi auguro che ogni residuo ostacolo possa cadere e che si possa finalmente mettere mano in concreto a quell'opera di risanemento ambientale di cui sia Taranto che Statte abbisognano urgentemente».