QUEL bosco nasconde un tesoro d'architettura. Una città che Sangallo il giovane non fece in tempo a completare. A somiglianzà di Pienza, la "città ideale" voluta da Enea Silvio Piccolomini, Pio II, il papa umanista. Lo era meno Innocenzo X: due secoli dopo, nel 1649, fece demolire, cancellare, quest'altro gioiello urbanistico, per vendetta. Un padre barnabita, nominato vescovo da Innocenzo, fu ucciso dai sicari dell'ultimo Duca di Castro, Ranuccio II, il quale voleva imporre un altro vescovo. Una storia di potere e di sangue, che piacerebbe a Stendhal già ispiratosi a una Badessa di Castro. Siamo al confine tra Lazio e Toscana, territorio di Ischia di Castro, feudo dei Farnese, prima che trasferissero la loro corte a Parma. Nel bosco che seppellisce l'antica Castro, già terra etrusca, tra i borghi di Ischia di Castro e Farnese, nell'alto Lazio, spuntano resti sparsi per circa tre ettari: l'ingresso laterale di una chiesa (San Savino), la pavimentazione a mattoni, a spina di pesce, dove c'era la Piazza Maggiore, i ruderi appena emersi della facciata abbozzata della Zecca, il convento di San Francesco. Intanto si va compiendo il recupero della chiesa principale, Santa Maria ("intus civitatem"), la prima cattedrale di Castro, i cui resti sono stati trovati nell'estate del 1997. Da qui è proseguito il recupero della città sparita. Ma è solo l'inizio. Quel bosco ricopre ancora il meglio di questa soprendente nuova "Pienza". Per programmare il recupero della città che dorme lì sotto da tre secoli e mezzo, si è svolto a Ischia di Castro, nel salone della Rocca Farnese, un convegno sulla valorizzazione del sito archeologico che dimostra il fasto sepolto - e ferocemente distrutto - del Ducato dei Farnese. «Bisogna farne un progetto europeo, attingendo ai fondi dell'Unione europea», ha detto il ministro per le Politiche comunitarie, Giorgio La Malfa, intervenuto all'incontro con Gianfranco Gazzetti e Giuseppe Simonetta, delle soprintendenze per i Beni archeologici (sezione Ètruria meridionale) e per i Beni architettonici e il paesaggio, del Lazio, insieme con gli amministratori locali. Lo storico Leonardo Saviano, dell'università di Napoli "Federico II", ha rievocato le vicende dei Farnese in relazione alla storia dell'antica Castro, che l'acquisirono nel 1537, sulla base di documenti originali. Per esempio, disegni e progetti conservati negli archivi della Galleria degli Uffizi, a Firenze, dove di Sangallo c'è pure il bel disegno per la facciata del Palazzo Ducale di Castro; e nella Biblioteca apostolica, in Vaticano. Altri documenti riguardano l'organizzazione dell'antica Castro, attraverso gli "statuti" raccolti dallo studioso Giuseppe Gavelli, in un volume presentato in occasione del convegno sul recupero della "città sepolta". Da una decina di anni proseguono i lavori, a rilento. Ci vorrebbero più mezzi. Non è stato ancora calcolato l'impegno finanziario del piano di recupero, certamente milioni di euro. «Edificarono con tanta spesa che a chi non vede pare incredibile», narra il Vasari. Ma il convegno di Ischia di Castro è servito, soprattutto, a rilevarne l'importanza culturale, oltre all'aspetto economico. Frale soluzioni prospettate, il ripristino di alcuni edifici meglio conservati e la riproduzione dell'antica Castro, in plastico o virtuale, del centro monumentale. Si tramanda che nel 1649, l'anno della distruzione a tappeto, si cosparse il sale sulle rovine. Rimase una colonna, con scritto: "Qui fu Castro". Ci sarà, di nuovo?
Risorga l'antico borgo cancellato
A Ischia di Castro, nel Lazio, si trova un bosco che nasconde la città di Castro, progettata da Sangallo il giovane per Enea Silvio Piccolomini, Pio II, nel 1500. La città fu demolita e distrutta nel 1649 da Innocenzo X, per vendetta. Nel 1997, sono stati trovati i resti della chiesa principale, Santa Maria, e si è iniziato il recupero della città. Il convegno sulla valorizzazione del sito archeologico ha dimostrato l'importanza culturale e economica del sito. Si sta lavorando al recupero della città, con la riproduzione dell'antica Castro in plastico o virtuale, e con la ripristino di alcuni edifici meglio conservati.
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