FINANZIARIA Nel maxiemendamento presentato in Parlamento contributi solo per il Mose, tagli alla cultura E la Biennale deve rinunciare a 1,9 milioni di euro, stessa cifra invece per Cinecittà La mazzata era annunciata, eppure fa male lo stesso; negli oltre 600 emendamenti che il Governo ha presentato alla Finanziaria la parola Venezia non compare che una volta, laddove si stanziano 3 milioni di euro come limiti di impegno per mutui per il Mose. È la morte della legge speciale, che dal 1973 ha garantito il complesso degli interventi di salvaguardia, che non significa solo difesa dalle acque alte. «Berlusconi ha tradito le promesse fatte a Venezia», hanno polemizzato Luana Zanella (Verdi) e Andrea Martella (Ds) sottolineando che non ci sono soldi per il Fondo unico dello spettacolo (e dunque per la Biennale, per la Fenice, per il Goldoni), non per il palazzo del cinema, non per Porto Marghera. Ma il Centro sperimentale di cinematografia di Cinecittà, guidato dal sociologo Francesco Alberoni, si vede assegnare proprio quei 2 milioni di euro che mancheranno alla Mostra del cinema. Il maxiemendamento, inoltre, stanzia 60 milioni per il Passante di Mestre. E in Comune sono alle prese con ulteriori tagli, perché il tetto alle spese degli enti locali è stato portato dal 6 all'8 per cento sul consolidato 2004. «Per noi - ha spiegato il vicesindaco, Michele Vianello - significa 4 milioni di euro di minori spese». Per centrare l'obiettivo, verranno esternalizzati altri servizi. I contenuti del maxiemendamento della Finanziaria: stanziati 3 milioni per il 2006. Defunta la Legge speciale Stangata anche sul credito sportivo e sulla possibilità di costruire nuovi impianti Tre milioni di etiro per il 2006, tutti per il Mose. Poi, le caselle dei finanziamenti statali per Venezia sono desolatamente vuote per gli anni 2007 e 2008. Questo sta scritto nelle tabelle allegate al maxiemendamento alla Finanziaria, licenziato dal governo. LEGGE SPECIALE - Niente soldi per rifinanziare la Legge speciale, dunque, nel maxiemendamento che anche ieri ha tenuto banco a Montecitorio, con il governo che sul testo di quasi 600 commi ha posto la fiducia. Il voto è slittato a oggi, ma anche nei tira e molla di ieri, per Venezia non è saltato fuori alcunché di quanto chiesto dai parlamentari Veneti, da Galan e da Cacciari. Il "desiderio" era ottenere. 24 milioni di euro per 15 anni da stornare dai 200 milioni destinati alla grandi opere sempre per 15 anni. Soldi che dovevano finanziare la Legge speciale, garantire la prosecuzione degli interventi diffusi in città, lo scavo dei rii, il disinauinamento, la manutenzione urbana. Nelle tabelle allegate al maxismendamento, invece, alla voce "riequilibrio idrogeologico della laguna", ci sono 3 milioni di euro, ma solo per il 2006. Il finanziamento che serve per proseguire gli interventi alle bocche di porto. Il governo ha ribadito quanto già detto dalla commissione bilancio: i fondi per la salvaguardia dovranno essere stornati da quelli del Mose e approvati dal Cipe. La Legge speciale, insomma, non esiste più. IL FUS - Ma non è questa l'unica nota dolente per Venezia che esce dal maxiemendamento. L'altro "dolore" arriva dal Fondo unico per lo spettacolo. Il Fus verrà finanziato con 385 milioni di euro per il 2006, che scenderanno a 300 milioni per il 2007 e altrettanti per il 2008. Un taglio del 24 per cento rispetto a quanto stanziato negli anni scorsi che si abbatte su Biennale, Fenice, Teatro Stabile del Veneto e altre realtà minori. Per la Biennale, in particolare, si tratta di rinunciare a un milione 900mila euro. Un sacrificio che mette seriamente a rischio la Mostra del cinema, proprio nell'anno in cui Roma sferra il suo attacco con la Festa internazionale del cinema voluta dal sindaco Veltroni e finanziata per gran parte da soldi privati. A questo punto, la speranza per la fondazione presieduta da Davide Croff sta in un ordine del giorno approvato dalla commissione bilancio della Camera su proposta di Andrea Colasio (Margherita), con cui si chiede di ripristinare il contributo alla Biennale almeno per il 2006. Sacrifici attendono anche Fenice e Teatro Stabile, che dovranno tagliare circa un quarto dei loro bilanci per far fronte al prosciugamento del Fus. CREDITO SPORTIVO - «Ma c'è un'altra mazzata che arriverà ai Comuni», annuncia mestamente lo stesso Colasio, capogruppo della Margherita in commissione cultura alla Camera. «Il maxiemendamento - dichiara - praticamente azzera il fondo per il credito sportivo. Finora il governo aveva stanziato 480 milioni di euro l'anno per sostenere i Comuni in conto interessi per la costruzione di nuovi impianti sportivi. Il fondo è stato portato a 30 milioni, con un taglio quindi di 450 milioni. Praticamente si gestirà solo l'ordinaria amministrazione e i Comuni non realizzeranno più nuovi impianti». LE REAZIONI - Sferzanti da sinistra i commenti. «Il Governo - ha polemizzato Luana Zanella (Verdi) - ha tradito le rassicurazioni date al Comune, e ponendo la fiducia su oltre 600 emendamenti non ha lasciato alcuna possibilità di confronto, mettendo nello stesso angolo anche i suoi stessi parlamentari, come Cesare Campa. La scelta della legge obiettivo ha finito per strangolare ogni dibattito, e per impedire ai parlamentari di rappresentare le esigenze dei propri territori: il premier deve andare a casa». Sulla stessa linea il diessino Andrea Martella (nella foto). «Berlusconi - ha accusato - ha tradito promesse e impegni, e il presidente della Regione, Giancarlo Galan, ha dimostrato ancora una volta di non contare nulla: lui e il suo portavoce avevano garantito grandi finanziamenti per Venezia - ha ricordato - e invece Venezia non solo patirà i tagli degli altri Comuni, ma subirà effetti più devastanti perché non avrà alcun intervento, patirà il mancato incremento del Fus, non vedrà il palazzo del cinema, non avrà impegni per Porto Marghera. Una vergogna - ha concluso - con un solo rimedio: mandare a casa al più presto questo governo di centrodestra». Per Marino Zorzato (deputato padovano di Forza Italia, vicepresidente della commissione bilancio): «il governo ha ribadito la posizione della commissione. I soldi per la salvaguardia ci sono nel pacchetto del Mose e comunque il Veneto ha portato a casa un risultato importante, con i finanziamenti per il Passante di Mestre e le tangenzieli delle grandi città».