I riconoscimenti sono andati tra gli altri a Oriana Fallaci, Sergio Romano, Rino Fisichella e Franca Ferrero. LA cultura è l'anima di un Paese, la sua linfa vitale, e noi abbiamo il dovere di sostenerla e di valorizzarla con le risorse necessarie». Non è stato un discorso di circostanza quello pronunciato ieri da Carlo Azeglio Ciampi al Salone delle Feste al Quirinale durante la consegna delle medaglie d'oro ai benemeriti della scuola, della scienza, dell'arte e della cultura. Né un rituale cri de coeur in difesa dei monumenti e dei musei italiani. Le parole del capo dello Stato avevano il sapore di un severo richiamo contro l'ormai sistematico impoverimento del nostro patrimonio culturale. Le parole di Ciampi arrivano pochi giorni dopo l'annuncio che la Domus Aurea a Roma è stata chiusa perché ci pioveva dentro e stava crollando. Ma la chiusura della reggia di Nerone è la spia di un degrado ormai generalizzato dei nostri monumenti. E l'ultima finanziaria ha tagliato di altri 48 milioni i fondi ordinali di funzionamento dei Beni culturali. Sono anni che i governi tagliano i fondi dei Beni culturali e sono anni che i ministri se ne lamentano. Ma ora si rischia davvero - questo il senso delle parole di Ciampi - di oltrepassare una soglia limite al di là della quale il danno al nostro patrimonio culturale potrebbe diventare irreversibile. «La cultura deve vivere nel presente», ha ricordato il capo dello Stato. «Non basta avere un patrimonio prezioso se non c'è l'impegno, la passione, la competenza di chi, nel custodirlo, lo alimenta, lo tramanda». Il ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione ha ringraziato Ciampi per le sue parole di sostegno, spiegando che magari gli torneranno utili nel disperato tentativo di ottenere qualcosina in più da una finanziaria che «non da risposte adeguate» al degrado del nostro patrimonio culturale. «Ma una svolta è necessaria - ha messo in guardia il ministro - se non vogliamo renderci colpevoli davanti all'umanità di aver lasciato andare in rovina in maniera criminale una delle cose più belle che l'uomo abbia prodotto nel corso della sua storia». Per fortuna l'Italia è ancora «un Paese ricco di intelligenze, di sensibilità», ha detto Ciampi. Ed è questa «parte viva e vitale dell'Italia, che guarda avanti e che vuole andare avanti» che il capo dello Stato ha voluto celebrare ieri, premiando 26 studiosi, artisti, scienziati su proposta del ministro dell'Istruzione Letizia Moratti. Tra le nuove medaglie d'oro alla cultura, la giornalista e scrittrice Oriana Fallaci, che è rimasta a New York per motivi di salute. La sua medaglia è stata ritirata da monsignor Rino Fisichella, vescovo ausiliare di Roma, rettore della Pontificia Università Lateranense, uno dei teologi più affermati nel mondo, premiato anche lui da Ciampi. «La signora Fallaci, con la quale sono in contatto, mi ha pregato di ritirare il premio a suo nome», ha spiegato il monsignore. Franca Ferrero, dell'impero dolciario di Alba, è stata insignita della medaglia d'oro per il suo impegno culturale alla guida della «Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrerò», attiva sia in Italia che all'estero, ma particolarmente attenta alla storia culturale del Piemonte. Medaglie d'oro sono andate all'ambasciatore-scrittore Sergio Romano, «profondo conoscitore della storia italiana e francese», alla grande stella della lirica, Renata Scotto, a tre artisti, Ferruccio Soleri, il più grande Arlecchino della storia del teatro italiano, e Aligi Sassu e Michele Cascella (entrambi alla memoria), allo psicologo Guido Petter, allo storico Aldo Schiavone e al poeta-editore Alberto Vigevani (alla memoria). Tra gli scienziati, segnaliamo il premio Nobel per la Fisica Riccardo Giacconi, il biologo molecolare Emilio Bizzi, il fisico delle nanostrutture Federico Capasso e il pioniere della fisica al laser Orazio Svelto. Gli altri insigniti: Pier Giorgio Castaidi, Giovanni d'Addona, Gaetano Gargano. Maria Paola Piraccini, Giuseppe Ragazzini, Pierpaolo Resini, Aldo Romano, Giuliano Simionato, Giovanni Trainito.