Alla Casa del cinema di Roma una serie di documentali prodotti dal network europeo sulla storia italiana recente L'Italia vista da fuori. Questo vedremo fino al 21 dicembre a Roma, alla Casa del cinema nel Festival dei documentali Arte "Arte Années de Piume, Annés de Plomb". "Anni di Penna, anni di Piombo". La storia, la politica, la cultura e l'arte raccontate con la penna di chi non ha paura, di chi non viene censurato, di chi lavora grazie alla forza della propria professionalità ed etica deontologica. E che proprio per questo offre verità scomode e pesanti, come il piombo. Il network televisivo culturale più importante d'Europa dà voce, come spesso fa anche nel cinema, a molti registi europei. Con la massima libertà, con grande coraggio. O forse semplicemente come dovrebbe sempre accadere nel giornalismo e nei documentari. Regola semplice e ferrea che nei nostri confini viene spesso disattesa. Motivo per cui proprio Arte, progetto franco-tedesco, non ha mai oltrepassato le Alpi. Anche alla Casa del cinema, quindi, le verità e le denunce saranno sottotitolate. Ventitré documentari testimonianza di dieci anni di lavoro dedicati all'Italia. «Affidiamo le immagini - dice il presidente del network Jérome Clement - alla coscienza critica dei cittadini, interessati ad un confronto con la loro storia A tal fine, e per far riflettere anche gli addetti ai lavori, è stato organizzato il convegno internazionale di domani. Ospiti dell'incontro, tra gli altri, molti dei registi della rassegna, i vertici del network e dirigenti Rai. Invitati d'onore Sandro Curzi e Sergio Zavoli. Un intero giorno dedicato alla discussione «delle forme e delle condizioni dell'esistenza del documentario all'interno del sistema audiovisivo francese, tedesco e italiano». Dal caso Mattei al rapimento Moro, dall'affare Sofri al boss della mafia Bernardo Provenzano, dalle storie di militanza nel Pci toscano a Berlusconi. Ventitré tappe fino a mercoledì prossimo H documentario, sempre più strumento di analisi e influenza della contemporaneità, mentre il lungometraggio segna il passo, troppe spesso mezzo di propaganda, indottrinamento e faziosità, n documentario «straordinario strumento di conoscenza; di informazione, di formazione e di cultura sottolinea il direttore della Casa del cinema Felice Laudadio - ma anche di intrattenimento». Ribadisce Clément che «queste insieme di film rappresenta, a suo modo, la doppia missione di Arte, emittente del servizio pubblico: mantenere un livello alto di esigenze della produzione televisiva, tenendo presente tutte le realtà culturali europee». La dichiarazione suscita invidia, soprattutto pensando quanto queste parole siano lontane dalla realtà. Del nostro servizio pubblico, almeno. Ma è il direttore del programma documentari del network, Thierry Garrel, a entrare nello specifico. «Questi film compongono una sorta di ritratto dell'Italia degli ultimi cinquantanni. Un'immagine certamente parziale, e forse filtrata dalle visioni di parte degli autori, un'immagine in tutti i casi significativa della curiosità che la società italiana suscita all'estero, che appare a molti come un laboratorio sociale e politico di un'Europa democratica in crisi». Evidente dall'intenso programma (consumabile per intero sul sito www.casa-delcinema.it), che vede all'opera cineasti francesi, tedeschi, belgi, svizzeri e italiani. Già oggi verranno ripercorsi tappe oscure della nostra storia, alle 16 e alle 21. Processo al silenzio: il mistero della morte di Enrico Mattei e Autopsia di un crimine - Aldo Moro nel dramma italiano raccontano la discussa vita di due personaggi chiave della Prima Repubblica. Partendo dai tanti misteri della loro morte. Domani, a convegno concluso, II fare politica, cronache della Toscana rossa ci racconta la vita, le gioie, le delusioni di vent'anni di militanza politica nel Partito comunista italiano. Alle 21 un video attuale, all'indomani dell'ennesimo rifiuto opposto alle richieste di grazia, L'affare Sofri - il giudice e lo storico. Sabato, dopo i "compagni che sbagliano", arrivano i "cattivi maestri". Antonio Negri - Una rivolta che -contìnua racconta la vicenda di un intellettuale discusso per il suo impegno, colpito dall'oscuro giustizialismo negli anni di piombo che portò a punire persino i reati d'opinione. La programmazione del 17 si fa irriverente con la proiezione serale: L'irresistìbile ascesa del signor Berlusconi. Qui viene raccontata l'impunità, l'impotenza del sistema verso chi modifica a proprio vantaggio le regole del gioco. Saranno gli autori Michael Busse e Maria Rosa Bobbi a introdurlo. Domenica, alle 15, è la volta del processo Andreottì, altro coraggioso racconto senza rete, degli stessi due autori. Alle 19 rivedremo Carlo Giuliani, ragazzo. Storia semplice dell'ingiustizia più grande, dolorosa timi giorni sono quasi interamente dedicati ai documentaristi italiani. Vedremo, quindi, Il fantasma di Corleo-ne di Marco Amenta, sull'introvabile boss Bemardo Provenzano e Tutto era Fiat di Mimmo Calopresti, storia di un industria (e di una famiglia) che ha cambiato l'Italia. Attraverso l'occhio dei lavoratori, arteficideisuoisucces-si e vittime dei suoi fallimenti. E ancora Volare di Guido Chiesa e Giovanni De Luna, Florence Gipsy Tour di Silvio Soldini e Giorgio Garini. E ancora molto altro.