Ville vesuviane: a Ercolano la «Favorita» cade a pezzi. E gestita dalla Difesa Questa è una storia di castelli e principesse. Ma il castello è crollato, la principessa è fuggita e il lieto fine non l'ha ancora scritto nessuno. Il nostro viaggio tra le ville vesuviane, cominciato a Torre del Greco, prosegue a Portici e a Ercolano. Via Garibaldi, palazzo Lancellotti. Dietro la facciata orrendamente murata c'è un edifìcio che guarda verso il mare e che cade a pezzi su una selva fitta, un tempo abitata da magnifiche piante esotìche. Nella villa viveva una principessa, Natalina Lancellotti, oggi novantenne. Quarant'anni fa ha abbandonato tutto e se n'è andata via. Dal mare, assieme alla brezza, arrivavano i ladri che a più riprese hanno depredato la casa. Dicono i vicini che la donna ha chiesto invano aiuto per difendere la tenuta dei suoi avi. E ora che le istituzioni la cercano, per acquistare il palazzo e per farsi pagare gli interventi di messa in sicurezza, nessuno sa dove sia andata. Per un'abitante che sparisce, ce n'è uno che compare. A villa d'Elboeuf un inquilino c'è: è un immigrato. In un ambiente di servizio della villa, proprio sulla spiaggia del Granatello, tutta rifiuti e sabbia nera, accende il fuoco per scaldarsi e cucinare. È il padrone assoluto di quel che rimane di un palazzo spettacolare. L'edificio era appartenuto al duca d'Elboeuf, venuto a Napoli nel 1707 come generale dell'imperatore d'Austria Carlo VI. Con il tempo divenne proprietà reale e subì molti interventi in stile neoclassico. Aveva la sua caletta a mare, il cosiddetto Bagno della Regina, e ci vuoi poco a capire che doveva essere un paradiso. Ora stanno cercando di venderla per farci degli appartamenti. Sarebbe ancora un paradiso, nonostante la spiaggia sporca e il treno che le fischia accanto sfrecciando sulla ferrovia che taglia i fianchi del palazzo. Invece è una litania di rovine, una bestemmia gridata in faccia alla storia del territorio. Ercolano, villa Favorita. Lo dice il nome: dopo la reggia di Portici era la numero due delle residenze reali. Sul muro è rimasto un inutile cartello minaccioso: sorveglianza annata. Ma le uniche armi di cui ci sarebbe bisogno qui sono stucco e pennelli. Qui si tenevano feste grandiose, sotto i Borbone e più tardi, durante il decennio francese, quando la abitarono Giuseppe Napoleone e Gioacchino Murat. Chissà se a quei tempi qualcuno avrebbe mai potuto immaginare che poi sarebbe diventata il quartìer generale della banda musicale degli agenti di custodia. E poi neanche più quello: tutti via, zona militare, c'è il ministero della Difesa che certo non la difende. E ci sono le transenne davanti alla facciata pericolante. A villa Aprile per fortuna si cambia musica: il cantiere che la trasformerà in un albergo di lusso lavora a pieno ritmo. Dietro l'impresa c'è una società che fa capo a Corrado Ferlaino. Quando i lavori sono partiti da poco erano state sfrattate le famiglie di senzatetto che occupavano il palazzo. Si erano sistemati dopo aver steso tre o quarto mani di vernice sugli affreschi antichi; e già che c'erano avevano anche divelto pavimenti e costruito tramezzi. Prima di loro c'erano stali anche i ladri, che avevano portato via colonne e mobilio. Nel magnifico giardino i lavori sono ancora in alto mare:, per ora sono state messe a dimora nuove piante ma le statue, i tempietti, il centro benessere ante litteram, con la vasca all'aperto e le panchine intorno hanno bisogno di un vero e proprio intervento di restauro. Difficile, ma la società assicura che si farà. Per fortuna, c'è una convenzione con il Comune: quando il nuovo hotel sarà pronto, il parco sarà aperto al pubblico due giorni a settimana. (2 continua)
Murati giardini e palazzi scempio sotto il Vesuvio
A Ercolano, la villa Favorita, una delle residenze reali, è stata abbandonata e sta cadendo a pezzi. La proprietà è stata gestita dalla Difesa, che cerca di acquistarla e di farla restaurare. La villa era abitata da una principessa, Natalina Lancellotti, che ha abbandonato la casa 40 anni fa. I vicini dicono che la donna ha chiesto invano aiuto per difendere la tenuta dei suoi avi. La villa era appartenuta al duca d'Elboeuf, che l'aveva acquistata nel 1707. Oggi, la villa è in stato di abbandono e sta essere restaurata da una società che lavora a pieno ritmo.
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