Gli incassi non serviranno a ridurre il deficit. Sarà taglia-debito la cessione di immobili ROMA A partire dall'anno prossimo, i proventi derivanti dalla dismissione o alienazione del patrimonio imnobiliare dello Stato saranno destinati alla riduzione del debito pubblico. La norma, contenuta nel maxi-emendamento in via di approvazione per la Finanziaria 2006, è un vero e proprio spartiacque per la gestione dei conti pubblici in quanto le regole contabili adottate a livello comunitario, e riconosciute da Eurostat, considerano la cessione di immobili come mezzo per contenere il deficit. All'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico, il maxi-emendamento riserva in effetti ampi spazi: anche se alcune delle principali misure contenute nel provvedimento, riguardanti la dismissione degli immobili del ministero della Difesa e la vendita delle case popolari ex-Iacp (quest'ultima salvo ripensamenti notturni della maggioranza) non dovrebbero ridurre il debito pubblico, ma piuttosto rimpinguare le casse della Difesa e degli enti territoriali. Immobili e debito. L'ltalia ha promesso ai suoi partner europei che dall'anno prossimo non utilizzerà più misure una tantum e operazioni straordinarie per ridurre il deficitPil. Anche per questo motivo, oltre al fatto che il rapporto debitoPil ha ripreso a salire quest'anno e minaccia di farlo anche 1'anno prossimo, l'incasso proveniente dalla dismissione degli immobili dal 2006 verrà incanalato nel fondo di ammortamento per riacquistare prima della scadenza o rimborsare a scadenza i titoi di Stato per diminuire lo stock del debito. L'articolo 395 favorisce poi la dismissione di immobili non adibiti a uso abitativo attribuiti in forza di legge a enti privati o fondazioni, se non più utili alle esigenze istituzionali. Il patrimonio della Difesa. Il maxi-emendamento dedica un capitolo piuttosto corposo alle procedure di dismissione degli immobili della Difesa. Il testo fa riferimento in maniera generica ai "beni" di questo ministero ma, secondo fonti bene informate, non riguarderebbe le unita residenziali, le case da mettere in vendita agli inquilini. La partita degli alloggi della Difesa resta aperta; la terza cartolarizzazione Scip3 con la vendita delle case, in stallo da almeno due anni, potrebbe concretizzarsi nel 2006 e questa volta con l'obiettivo di ridurre il debito. Il maxi-emendamento si occupa di altro: una sorta di project-financing voluto dalla Difesa, per reperire nuovi alloggi con i proventi della gestione immobiliare. L'articolo 482, al punto a), stabilisce per l'appunto che per le alienazioni, le permute, le valorizzazioni e gestioni dei beni la Difesa puo avvalersi del supporto tecnico-operativo di società. Altri beni contenuti nella norma dovrebbero riguardare il lotto caserme: resta da chiarire se si tratta delle vecchie caserme, in vendita già quest'anno ma a tutt'oggi al palo. O nuove caserme, con l'ok dei Beni culturali. L'incasso da queste dismissioni servirà alla Difesa, per finanziare servizi e investimenti fissi lordi e integrare i trasferimenti dello Stato. Case popolari in vendita. Il progetto avanzato dal consigliere economico di Palazzo Chigi Renato Brunetta, che accelera la vendita agli inquilini a pr Il Sole 24 ore, 14-DIC-2005 Piano di dismissioni delle caserme della Difesa Isabella Bufacchi Gli incassi non serviranno a ridurre il deficit. Sarà taglia-debito la cessione di immobili ROMA A partire dall'anno prossimo, i proventi derivanti dalla dismissione o alienazione del patrimonio imnobiliare dello Stato saranno destinati alla riduzione del debito pubblico. La norma, contenuta nel maxi-emendamento in via di approvazione per la Finanziaria 2006, è un vero e proprio spartiacque per la gestione dei conti pubblici in quanto le regole contabili adottate a livello comunitario, e riconosciute da Eurostat, considerano la cessione di immobili come mezzo per contenere il deficit. All'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico, il maxi-emendamento riserva in effetti ampi spazi: anche se alcune delle principali misure contenute nel provvedimento, riguardanti la dismissione degli immobili del ministero della Difesa e la vendita delle case popolari ex-Iacp (quest'ultima salvo ripensamenti notturni della maggioranza) non dovrebbero ridurre il debito pubblico, ma piuttosto rimpinguare le casse della Difesa e degli enti territoriali. Immobili e debito. L'ltalia ha promesso ai suoi partner europei che dall'anno prossimo non utilizzerà più misure una tantum e operazioni straordinarie per ridurre il deficitPil. Anche per questo motivo, oltre al fatto che il rapporto debitoPil ha ripreso a salire quest'anno e minaccia di farlo anche 1'anno prossimo, l'incasso proveniente dalla dismissione degli immobili dal 2006 verrà incanalato nel fondo di ammortamento per riacquistare prima della scadenza o rimborsare a scadenza i titoi di Stato per diminuire lo stock del debito. L'articolo 395 favorisce poi la dismissione di immobili non adibiti a uso abitativo attribuiti in forza di legge a enti privati o fondazioni, se non più utili alle esigenze istituzionali. Il patrimonio della Difesa. Il maxi-emendamento dedica un capitolo piuttosto corposo alle procedure di dismissione degli immobili della Difesa. Il testo fa riferimento in maniera generica ai "beni" di questo ministero ma, secondo fonti bene informate, non riguarderebbe le unita residenziali, le case da mettere in vendita agli inquilini. La partita degli alloggi della Difesa resta aperta; la terza cartolarizzazione Scip3 con la vendita delle case, in stallo da almeno due anni, potrebbe concretizzarsi nel 2006 e questa volta con l'obiettivo di ridurre il debito. Il maxi-emendamento si occupa di altro: una sorta di project-financing voluto dalla Difesa, per reperire nuovi alloggi con i proventi della gestione immobiliare. L'articolo 482, al punto a), stabilisce per l'appunto che per le alienazioni, le permute, le valorizzazioni e gestioni dei beni la Difesa puo avvalersi del supporto tecnico-operativo di società. Altri beni contenuti nella norma dovrebbero riguardare il lotto caserme: resta da chiarire se si tratta delle vecchie caserme, in vendita già quest'anno ma a tutt'oggi al palo. O nuove caserme, con l'ok dei Beni culturali. L'incasso da queste dismissioni servirà alla Difesa, per finanziare servizi e investimenti fissi lordi e integrare i trasferimenti dello Stato. Case popolari in vendita. Il progetto avanzato dal consigliere economico di Palazzo Chigi Renato Brunetta, che accelera la vendita agli inquilini a prezzi molto bassi (ma in proporzione al canone e non più al valore catastale) delle case popolari ex-Iacp, e entrato e uscito dal maxi-emendamento nel corso della giornata di ieri: in serata risultava come essere stato adottato definitivamente. L'articolo 450 stabilisce che i proventi di queste alienazioni, tramite nuovo iter semphficato, siano destinati alla realizzazione di alloggi, al contenimento degli oneri dei mutui per la prima casa di giovani coppie, a promuovere il recupero sociale dei quartieri degradati e per il sostegno di famiglie in stato di bisogno. ezzi molto bassi (ma in proporzione al canone e non più al valore catastale) delle case popolari ex-Iacp, e entrato e uscito dal maxi-emendamento nel corso della giornata di ieri: in serata risultava come essere stato adottato definitivamente. L'articolo 450 stabilisce che i proventi di queste alienazioni, tramite nuovo iter semphficato, siano destinati alla realizzazione di alloggi, al contenimento degli oneri dei mutui per la prima casa di giovani coppie, a promuovere il recupero sociale dei quartieri degradati e per il sostegno di famiglie in stato di bisogno.
il Sole 24 Ore
14 Dicembre 2005
Piano di dismissioni delle caserme della Difesa
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Isabella Bufacchi
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