Secondo gli esperti, negli ultimi due anni si è registrato un cambiamento climatico con precipitazioni sempre più intense. La soprintendenza: «L'anfiteatro regge, ma servono soldi per il restauro» E' la pioggia il nemico numero uno del Colosseo. Rossella Rea, funzionaria della soprintendenza e l'architetto Piero Meograssi, ogni giorno fanno il giro del monumento controllando il rischio-infiltrazioni da pioggia. «Stiamo notando negli ultimi due anni un cambiamento climatico. Le precipitazioni spiega la Rea sono diventate abbondanti, forti, continue. Questo provoca infiltrazioni: l'acqua si insinua nei monumenti, gela e spacca le strutture. Servono interventi straordinari». L'Anfiteatro regge ma avrebbe bisogno di fondi per interventi urgenti: impermeabilizzare il più possibile la parte superiore, la pavimentazione e riprendere i restauri delle volte dei piani inferiori. Rifare la pavimentazione solo per metà piano, costerà un milione di euro. «Posso solo scegliere che cosa far crollare», il commento provocatorio del soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini, davanti al bilancio della sua soprintendenza: 15 milioni di euro per scavi e restauri, per lo più proventi della bigliettazione e dei servizi aggiuntivi. Dopo la chiusura della Domus Aurea, forti preoccupazioni per il monumento più visitato. Rossella Rea: «Troppe infiltrazioni» E simbolo di Roma? A rischio per la pioggia Allarme per il Colosseo. Il soprintendente Bottini: «Posso solo scegliere cosa far crollare» Uno sguardo al ciclo e un pensiero a Santa Barbara, protettrice dei temporali. Attualmente è lei, la pioggia, il nemico numero uno del Colosseo. E allora Rossella Rea, funzionaria della soprintendenza e l'architetto Piero Meograssi, ogni santo giorno fanno il giro del monumento simbolo di Roma. Da un paio di anni, sempre più spesso, lo fanno sotto l'ombrello. «Siamo i custodi del Colosseo», e mica scherza la dottoressa Rea. «Quando andremo in pensione, chissà che accadrà...». Se infatti il rischio-infiltrazioni da pioggia si fa serio - meno di un mese fa al Palatino è crollato un muro di contenimento, appena chiusa per lo stesso tipo di pericolo la Domus Aurea- contemporaneamente i finanziamenti fanno acqua, le soprintendenze devono far fronte anche a un altro disastro: «La mancanza di personale tecnico intermedio, come geometri e assistenti cantieri, a supporto dei funzionari tecnici: il blocco delle assunzioni ha portato a un depauperamento delle soprintendenze. Noi funzionari continuiamo a controllare i monumenti finché non andremo in pensione, poi si vedrà». I fondi come il personale sono pochi, l'acqua invece è tanta: il clima si fa tropicale e per nulla clemente. «E io posso solo scegliere che cosa far crollare», il commento provocatorio del soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini, davanti al bilancio della sua soprintendenza: 15 milioni di euro per scavi e restauri, per lo più proventi della bigliettazione e dei servizi aggiuntivi. «Quest'anno il trend, grazie soprattutto al Colosseo, è in crescita. Ma sono fondi che servono solo a tamponare le emergenze - ha detto durante la presentazione dei restauri delle quattro opere danneggiate da un nubifragio mentre erano in mostra al Colosseo - Qui, tra i funzionari è un pianto generalizzato: per difendere il nostro patrimonio archeologico, servirebbero almeno 300-400 milioni di.euro». Invece nel 2005 c'è stato anche l'onere aggiuntivo di un milione di euro perle misure di sicurezza anti-terrorismo. «La maggior voce in uscita resta la manutenzione straordinaria degli edifici, primi tra tutti Palatino, Domus Aurea, Museo delle Terme». «Il Colosseo ancora regge - riprende la Rea - ma avrebbe bisogno di fondi per il restauro delle parti superiori, quelle chiuse al pubblico e che sono le più a rischio perché sottoposte all'azione continua dell'acqua. Anche noi, spesso, siamo costretti in alcune zone al chiuso a usare l'ombrello. Per giunta, il vento crea dei vortici dentro al Colosseo, la sua forza è divenuta significativa». Ci vorrebbe una legge speciale, come quella che ottenne nell'81, Adriano La Regina: fu un grido d'allarme, legato all'inquinamento. Ora ci risiamo, la colpa stavolta è del clima. «Siamo davanti a un problema di tipo atmosferico, stiamo notando negli ultimi due anni un cambiamento climatico. E' da agosto, qui a Roma che piove, le precipitazioni sono diventate abbondanti, forti, continuate. Questo provoca infiltrazioni: l'acqua si insinua nei monumenti, gela e spacca le strutture. Servono interventi straordinari». Gli interventi importanti che "sognano" ogni giorno la dottoressa Rea e l'architetto Meograssi, sono«impermeabilizzare il più possibile la parte superiore, la pavimentazione e riprendere i restauri delle volte dei piani inferiori. Non dimentichiamo che in origine il Colosseo era tutto coperto e aveva un impianto di eliminazione delle acque piovane eccellente». Stiamo parlando di interventi molto cari: «Rifare la pavimentazione solo per metà piano, costerà un milione di euro, se bastano. Noi andiamo avanti con i normali finanziamenti ma davanti a un restauro ingente, se dovessimo contare solo sui nostri fondi ci vorrebbero 15 anni per completarlo». Intanto la situazione è sotto controllo: nel senso che i solerti funzionari della Soprintendenza controllano e riparano. «Ma non so per quanto ancora lo sarà. Quando arriverà il caldo, i materiali si cominceranno a muovere, e lì vedremo i danni». Intanto, proprio il Colosseo, seguito da altri siti archeologici a rischio, resta la mèta preferita dai turisti, aggiudicandosi 1'88,5 delle citazioni (emerge dai dati del VII rapporto sull'economia romana 20042005 presentato domani ai Musei capitolini). Che jattura sarebbe per il turismo e l'economia romani, se dovessimo transennare tutto. Pioggia record, nella seconda parte dell'anno, specie a dicembre. Lo dice Franca Mangianti, responsabile dell'Osservatorio meteorologio del Collegio romano. «Nei primi dieci giorni di dicembre è piovuto tutti i giorni - spiega - in tutto 83: millimetri di pioggia, quando il valore normale di tutto il mese di dicembre è 76 millimetri. In pratica, abbiamo battuto con i dieci giorni di dicembre il record dei 220 anni del Collegio romano per la prima decade dì dicembre. L'altra precipitazione precedente a questa è di 70,7 millimetri e sì è avuta nel 1927». Questo record va sommarsi ai dati di settembre, mese in cui ha piovuto il doppio di quanto piove normalmente: ovvero 137,4 millimetri (contro il 70,8)- Anche ottobre merita una citazione: la pioggia ha raggiunto i 118 millimetri (il valore medio è di 873). «A novembre sono caduti 114,4 millimetri di pioggia - ancorala Mangianti - contro un valore di 106,5. Siamo già a 60 millimetri al di sopra del valore dell'anno: dal primo gennaio infatti sono piovuti 750 millimetri (quando il valore medio dell'anno è 690)». L'anno scorso, anch'esso molto piovoso, si era chiuso con un totale di 900 millimetri di pioggia. «Il problema è che quest'anno la pioggia è caduta poco e niente fino ad aprile, per poi cominciare a scendere giù tutta insieme, concentrata nei mesi restanti. In questo modo si accumula e non si distribuisce nell'anno e crea tutta una serie di problemi. Vedi il Tevere, le infiltrazioni in monumenti ed edifici».