Dopo la chiusura della dimora di Nerone, il ministero davanti a un'opzione controversa: rastrellare fondi tornando alle visite a pagamento. Archeologia in crisi, mossa del sovrintendente. Per la Domus mobilitazione bipartisan Roma archeologica a rischio? Fondi che non si trovano? Per il sovrintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini, la chiusura della Domus Aurea comporta anche un mancato futuro introito di 500 mila euro. Un altro colpo alle finanze già risicate in cui si muove la soprintendenza che deve tutelare il parco archeologico tra i più importanti del mondo. E allora Bottini ricorda che forse è possibile recuperare fondi reintroducendo il biglietto ai Fori, dove oggi i visitatori entrano gratis. «Non dipende però da me spiega il sovrintendente . È una decisione che spetta al ministro. Io ho già dato il mio parere favorevole». Intanto si sono mobilitati gli «eletti» della città, un movimento bipartisan teso a recuperare fondi immediati dalla Finanziaria per la Domus Aurea. Da Paolo Ricciotti (Fi) un appello a tutti i parlamentari. La Domus chiusa «riporta» il biglietto ai Fori Il soprintendente Bottini: «Senza gli incassi delle stanze di Nerone perderemo 500 mila euro» «Sono favorevole a reintrodurre il biglietto d'ingresso ai Fori, dove da otto anni si entra gratis. Naturalmente non posso deciderlo io, come sovrintendente. Dipende dal ministro dei Beni culturali, io ho già dato parere favorevole. E se fosse dipeso da me avrei già cambiato da tempo. Tanto più lo ritengo necessario ora, con la chiusura della Domus Aurea che da sola contribuiva ai nostri fondi con oltre 150 mila visitatori all'anno e un apporto di 500 mila euro». Piove sul bagnato. Sul tavolo del Sovrintendente archeologico di Roma Angelo Bottini non solo si accumulano i progetti di intervento urgente per la conservazione dei monumenti con una lunghissima serie di ipotesi di spesa che per la sola città ammontano a 260 milioni di euro (che non ci sono) e che col suburbio si proiettano addirittura a quota 350-400 milioni di euro. Un problema che può essere affrontato forse soltanto con una «legge speciale», questione che da ieri è stata sollevata da molte autorevoli voci. Ma ora per il Soprintendente si è aggiunta anche questa ulteriore nota dolente, l'improvviso arresto per cause di forza maggiore dell'introito derivante dai biglietti della Domus Aurea: 500 mila euro in meno. È questa la cifra tonda tonda che Bottini si vede costretto a dover registrare in rosso sul suo bilancio, che quest'anno ha raggiunto i 45 milioni di euro, in buona parte frutto dei biglietti venduti al Colosseo che con i suoi 3,5 milioni di visitatori annui (a 8 euro a testa) costituisce la cassaforte della soprintendenza. Bottini ha appena ottenuto dagli organi di sorveglianza l'ok per il suo nuovo bilancio di 45 milioni, ma nelle ultime 48 ore se l'è già visto nel futuro decurtato dei 500 mila euro che nei prossimi due anni non arriveranno più dalla biglietteria della Domus Aurea. Nell'autonomia della sovrintendenza, l'organo che da solo tutela uno dei patrimoni archeologici più impressionanti per vastità, qualità e ricchezza che ci siano al mondo, i 45 milioni dì budget sono dunque già virtualmente diventati 44,5. Tenendo conto che la spesa fissa per fini istituzionali è difficilmente comprimibile e continuerà ad assorbire 30 milioni di euro, la ricaduta negativa dei mancati introiti finirà col penalizzare ulteriormente la quota destinata a scavi archeologici e soprattutto manutenzione d'urgenza dei monumenti, una spesa attualmente di 15 milioni di euro già impegnati per 1,5 milioni nel Palatino e 1 nelle spese necessarie per le misure antiterrorismo. E allora, con tanti grattacapi e così tante incombenze, come fare a meno di non tener conto di quella massa ingente di milioni di visitatori - presumibilmente analoga a quella che annualmente entra nel vicino Colosseo - che dal 1997 visita gratuitamente i Fori? Perché non far pagare un biglietto e ricavarne almeno 20 milioni di euro, un buon ricostituente per le casse esangui dei beni culturali. Problema spinoso, visto che l'apertura gratuita dei Fori fu varata nell'ottica di favorire la partecipazione popolare alla fruizione dei beni culturali e che il Comune della città la patrocinò nove anni fa in cambio dell'introduzione del biglietto al Colosseo, che fino a quel momento ne era esente. Ora Angelo Bottini, con grande realismo, chiede di prendere atto delle nuove necessità. «La discussione è aperta, su questo come sul resto dei problemi, a partire dalla necessità di varare una legge speciale per i monumenti di Roma - spiega Bottini -. Se ne vuol parlare?».
Bottini: Biglietto per i Fori Imperiali
Il sovrintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini, si trova ad affrontare una crisi finanziaria dopo la chiusura della Domus Aurea, che contribuiva con oltre 150 mila visitatori all'anno e 500 mila euro ai fondi della soprintendenza. Bottini propone di reintrodurre il biglietto d'ingresso ai Fori, dove i visitatori entrano gratis, per recuperare i fondi mancanti. Tuttavia, la decisione spetta al ministro dei Beni culturali. Un movimento bipartisan si è mobilitato per recuperare fondi immediati dalla Finanziaria per la Domus Aurea. La soprintendenza ha un budget di 45 milioni di euro, ma con la chiusura della Domus Aurea, perderà 500 mila euro.
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