Servono più fondi per difendere e meglio tutelare l'immenso patrimonio archeologico di Roma. Lo ha affermato ieri, lunedì, il ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione, che dopo avere disposto la chiusura al pubblico della Domus Aurea, per il pericolo di crolli, ha anche lanciato l'allarme sulla sicurezza dell'intera zona archeologica della Capitale. «Abbiamo già avuto un crollo al Palatino ricorda il ministro e problemi gravi riguardano anche Caracalla, dove le visite sono state già ristrette». E mentre prosegue la discussione per i tagli della Finanziaria, il ministro Buttiglione lancia l'allarme: «Il problema è politico», avverte, «l'Italia deve decidere se vuole farsi carico dei suoi Beni Culturali». C'è già stata una legge per Roma Capitale, sottolinea, «forse bisognerebbe pensare a strumenti di quella portata». Un ragionamento che trova d'accordo anche il Sindaco Walter Veltroni, per il quale, appunto, «occorrono finanziamenti speciali per l'area archeologica urbana più grande del mondo». L'emergenza e il pericolo di crolli non si esauriscono, dunque, con la Domus Aurea Neroniana, uno dei monumenti più visitati della Capitale, parzialmente agibile dal 1999 e che ora necessita di 5 milioni di euro e due anni di lavori solo per tamponare le infiltrazioni d'acqua che ne hanno provocato la chiusura. Roma, dice il ministro, «è un museo a cielo aperto. Noi dobbiamo fare i conti con un personale ridotto e gravi costrizioni di spesa. E pensare solo che la Capitale potrebbe offrire molto di più di quello che già offre, perché ci sarebbero grandi possibilità di ampliare le aperture e le valorizzazioni». Invece, bisogna fare i conti con l'emergenza che riguarda anche il museo nazionale romano e le terme di Diocleziano, oltre agli acquedotti. Insomma, rileva il soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini: «Tutto il patrimonio archeologico romano è in sofferenza». Tanto che per la messa in sicurezza dell'intera zona archeologica centrale di Roma servirebbero 236 milioni di euro. Quanto alla Domus Aurea, i soldi necessari per tamponare l'emergenza sono solo l'inizio, sottolineano preoccupati gli esperti. Perché non si può ignorare che tutta la zona di Colle Oppio è ricchissima di monumenti, dalle terme di Traiano a quelle di Tito, tutti in qualche modo collegati tra loro e tutti bisognosi di interventi e quindi di soldi. Un piano particolare già c'è, anche se non è mai stato finanziato. Per realizzarlo servono 130 milioni di euro da spendere in 10 anni di lavori, 60 milioni solo per la Domus Aurea.