Un esempio dell'intesa ottima tra Comune e Regione Da via della Pisana arriva l'ok definitivo per palazzo Rivaldi. La giunta regionale ieri ha approvato, dopo il sì di quella capitolina, il protocollo d'intesa per la rinascita di uno dei maggiori esempi dell'architettura del Rinascimento. Su via del Colosseo, con affaccio sulla Basilica di Massenzio, nell'edificio oggi in stato di semi abbandono, nascerà un centro che ospiterà il Museo dei Fori. Ma anche iniziative di carattere socio assistenziale. Storia e presente, bellezza è impegno: questa la doppia missione di palazzo Rivaldi. E questo in virtù dell'accordo tra Comune, Regione e l'Istituto Santa Maria in Aquiro (Isma), proprietario dell'ettaro su cui sorge l'edificio costruito tra 1534 e 1537 da Antonio da San Gallo il giovane. Ora manca solo la formalità delle firme tra i tre soci dell'intesa. L'ente assistenziale Isma mette il bene immobile e si assicura la possibilità di fare ancora del bene. Comune e Regione pagheranno l'affitto restaurando il complesso e, in vista di aprirci il Museo dei Fori, ci mettono rispettivamente 7.972.000 euro (5milioni e 422mila dei quali per l'acquisto) e 1.340.000 (per il restauro). Ma la stretta di mano dei due soggetti -sancita dal lavoro dell'assessore capitolino ai Progetti speciali, Claudio Minelli, e di Regino Brachetti, assessore regionale agli Affari generali, che ha competenza sulle Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza (Ipab) -prevede il «coinvolgimento anche della Provincia». «Il protocollo d'intesa approvato dalla Giunta regionale -è il commento del presidente della Regione Piero Marrazzo - restituisce alla città un palazzo rinascimentale di grande prestigio». E, dopo i problemi d'intesa registrati in passato intorno a palazzo Rivaldi tra il sindaco Veltroni e l'allora governatore del Lazio Francesco Storace, Marrazzo sottolinea: «Questa decisione è un altro esempio di quanto proficua può essere la collaborazione avviata con il Comune: un rapporto che produce risultati importanti per i cittadini romani e per la crescita di tutto il territorio regionale». «L'accordo -è il ragionamento dell'assessore Brachetti - rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra enti e strutture pubbliche, a salvaguardia del patrimonio storico e artistico della città, che viene pure reso fruibile a tutti, e a tutela delle finalità sociali dell'Ipab, che continuerà a disporre degli spazi necessari alle proprie attività sociali e assistenziali». Su questo punto il protocollo recita: 'Tra le ulteriori funzioni a finalità sociale ? si può prevedere la collocazione di laboratori per la riproduzione di opere d'arte (memoria dell'antica utilizzazione a laboratorio)' ma anche 'di un centro di comunicazione del tessuto storico monumentale della città con particolare riferimento all'area archeologica centrale'.