ANCORA QUALCHE GIORNOe l'imperatore Marc'Aurelio, che ventisei anni fa fu costretto dagli acciacchi del tempo ad abbandonare il podio al centro del Campidoglio, tornerà a mostrarsi ai romani, all'interno della sua nuova definitiva dimora, progettata dall'architetto Carlo Aymonino. Un'esedra di vetro, che richiama la geometria ovale della piazza michelangiolesca, nascosta tra il palazzo dei Conservatori e palazzo Caffarelli. Chiusa per proteggere la statua equestre che Michelangelo volle al centro della piazza capitolina e che secoli di pioggia hanno reso troppo fragile per affrontare l'esterno. E insieme fatta in modo da suggerire l'aperto con la trasparenza del vetro. Un luogo unico, all'incrocio tra architettura contemporanea e archeologia. Nella città eterna, a quanto pare, sia l'una che l'altra continuano a riservare sorprese. Il "fato", infatti, ha voluto che la nuova moderna dimora dell'imperatore cadesse proprio sopra le antica fondamenta del Tempio di Giove, riemerse durante i lavori di scavo che hanno preceduto la costruzione dell'esedra. Un edificio ciclopico, che misurava sessanta metri per cinquantadue, ed era sorretto da colonne di ventimetri d'altezza. Fatto costruire da Tarquinio il Superbo, risalente al VI secolo a. C., il muro monumentale dell'antico tempio riemerso durante gli scavi è una delle testimonianze più antiche di Roma: è stato inglobato e valorizzato dal progetto di Aymonino, che si è rimodellato insieme alle scoperte archeologiche, che, a dire il vero, risalgono ancora più indietro, fino all'età del bronzo. Architettura contemporanea, nel cuore più antico della città. Non ancora finita e già pronta a nuove trasformazioni. Mentre parla del progetto appena realizzato (costo 5 milioni di euro) l'architetto CarloAymonino va già con la mente alle future aggiunte e schizza idealmente attorno all'area del tempio un tratto di prato verde e due colonne rosse a suggerire la monumentalità di quell'antico edificio che è orma tutt'uno con la sua moderna architettura. Il nuovo spazio aprirà al pubblico il prossimo 23 dicembre. E accoglierà insieme al Marc'Aurelio e alle vestigia del Tempio di Giove anche la testamonumentale di Costantino. Con l'occasione è stato allestito nei locali attigui un nuovo spazio espositivo dove si potranno ammirare le opere rinvenute sul Campidoglio durante gli scavi (tra queste una raffinata testina di terracotta) e quelle della collezione Castellani, da molti anni non più visibili al pubblico. Al centro della piazza del Campidoglio resterà invece la copia realizzata nel 1999 con una sofisticata tecnica di rilievo computerizzato. La soprintendenza sta valutando se apportare qualche ritocco, qualche pennellata, diciamo, per movimentare la superficie di quella copia così monotona rispetto alla superficie dell'originalemartoriata e istoriata dal tempo.