È FINITA sott'acqua la Domus Aurea. Aperta al pubblico da appena sei anni, da oggi chiude i battenti: a causa delle infiltrazioni è a rischio crollo. Per metterla al sicuro la Soprintendenza Archeologica di Roma e il Campidoglio avevano già trovato la ricetta nel 2001. Sarebbero serviti 130 milioni di euro e 10 anni di lavori. Ma quei soldi non sono mai arrivati. Anzi, è successo di peggio, con i tagli progressivi ai Beni Culturali, cui si è aggiunta la mannaia dell'ultima Finanziaria. Altri 48 milioni in meno per il patrimonio artistico nazionale. E adesso è scattata l'emergenza. L'antica dimora di Nerone, che è nascosta come una grotta sotto il terrapieno di Colle Oppio, a un passo dal Colosseo, e che è uno dei monumenti più importanti della Capitale - circa mille i visitatori al giorno - resterà chiusa per almeno due anni. Tanto dovrebbero durare gli interventi d'urgenza contro l'umidità, che penetra dai giardini sovrastanti. Ma Rocco Buttiglione deve ancora trovare i 5 milioni di euro con cui finanziare l'operazione-tampone. «Il problema è politico», ha detto ieri il ministro dei Beni Culturali annunciando la chiusura dei cancelli. E seRoma è un museo a cielo aperto e ha bisogno di investimenti speciali, Buttiglione lancia l'appello ai suoi: «Chiediamo la solidarietà del governo e del Parlamento affinchè siano recuperati i 48 milioni di euro che sono stati tagliati dai fondi per le normali spese di funzionamento », ma pure a Comune, Provincia e privati, perché diano un aiuto. Intanto, da anni l'allarme rosso va ben oltre le sale sotterranee della Domus Aurea (per la precisione, 32 stanze su 150 che furono aperte al pubblico nel '99, con l'intenzione di renderle poi agibili tutte). Per il pericolo di crolli è stata ristretta l'area visitabile alle Terme di Caracalla, mentre appena un mese fa è venuto giù un muro sul Palatino. «Alla Domus Aurea si è distaccato solo qualche intonaco, ma al Palatino - avverte il soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini - il rischio di crollo è concreto. Per mettere in sicurezza l'intera zona archeologica centrale di Roma servirebbero 236 milioni di euro. Quello che arriverà subito per la Domus Aurea, invece, sono appena 400mila euro provenienti dal fondo per l'emergenza dei Beni Culturali. «Buttiglione ha ragione a rivendicare maggiori finanziamenti speciali per Roma», commenta il sindaco Walter Veltroni, offrendo la sua disponibilità. E intanto la Ds Giovanna Melandri scatena la polemica con una raffica di interrogativi. «Perché il Ministero dei Beni Culturali ha distratto dal restauro del patrimonio storico-artistico circa la metà dei Fondi del Lotto? Perché le spese per il funzionamento di musei e luoghi d arte sono state dimezzate negli ultimi tre anni? Perché non è stato rifinanziato il Piano Nazionale per l Archeologia? Il grido di dolore di Buttiglione - aggiunge - va ascoltato, ricordando la sciagurata politica del suo governo». «Buttiglione riferisca in Parlamento su questa vicenda prima che venga votata la Legge Finanziaria », interviene il Verde Paolo Cento. Intanto la società che aveva in affidamento i servizi di visita alla Domus Aurea dovrà cercare un'alternativa per i 50 addetti.
La Domus Aurea crolla: Buttiglione la chiude. E la Finanziaria taglia 48 milioni ai Beni Culturali
La Domus Aurea, antica dimora di Nerone, è stata chiusa al pubblico a causa delle infiltrazioni d'acqua che mettono in pericolo il crollo. La Soprintendenza Archeologica di Roma e il Campidoglio avevano previsto interventi di 130 milioni di euro e 10 anni di lavori, ma non sono mai arrivati. Ora, il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione ha annunciato la chiusura dei cancelli e ha lanciato un appello ai governi e ai privati per recuperare i 48 milioni di euro tagliati dai fondi per le normali spese di funzionamento.
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