L'originale della statua era in un coitile dei Musei Capitolini. Il 22 l'inaugurazione del nuovo spazio Tre ore per trasportarlo. Da oggi è al Giardino romano CI SAREBBE voluto l'occhio di Fellini in piazza del Campidoglio ieri pomeriggio. Una pioggia gelata quasi nevischio, un gruppo di coreani con le telecamerine in pugno, il Marforio steso sul fianco nel cortile del museo a far da fondale e il cavallo di Marco Aurelio che usciva mostrando l'imperiale didietro dalla porta del Museo Nuovo dov'era entrato un decennio fa, per ripararsi dalle intemperie e mantenere verdi i suoi duemila anni. Ieri intorno alle due, la statua di Marco Aurelio, uno dei simboli di Roma conosciuti nel mondo, ha cambiato indirizzo con un viaggio breve che lo ha portato dal cortile dei Musei Capitolini alla prestigiosa teca di cristallo progettata per lui da Carlo Aymonino e finalmente pronta all'interno del Giardino romano, di là dalla sala della Protomoteca. L'inaugurazione ufficiale con il sindaco Veltroni e tutte le autorità tra una decina di giorni, il 22 dicembre. C'è stato un momento in cui la statua romana di bronzo più bella che sia conservata si è congedata dalla raffigurazione del Tevere, il Marforio, che è rimasto nel cortile del Palazzo Nuovo e si è incrociata con l'altro Marco Aurelio, quello che, come qualcuno osservò, sembra fatto dalla Lindt, per il suo color cioccolata che si staglia al centro della piazza (ma è una copia di altissimo valore scientifico, messa in piazza nel 1999 per proteggere l'originale). Il viaggio breve del Marco Aurelio, sollevato in aria da un braccio meccanico è durato quasi tre ore: prima il cavallo è stato caricato sul camion rosso della ditta Mingozzi ed è sceso verso il Foro, ha girato a destra per via delle Tre Pile e in cima alla saltella ha trovato aperto l'ingresso nella nuova sede, praticamente dall' altro lato dei Capitolini. Ad aspettarlo, il sovraintendente comunale Eugenio La Rocca e la direttrice de: Musei, Anna Mura Sommella. Più tardi è toccato all'imperatore, anch'esso ingabbiato inuna specie di piedistallo di legno caricato sul camion dal gancio meccanico, sollevato in aria per un momento leggero a contrasto con il colore rosato del Palazzo Senatorio, con i turisti a far capannello e un numero assurdo di vigili in assetto di guerra. Quando anche l'imperatore è arrivato sotto la cupola di cristallo si sono chiuse le porte del Giardino, per gli ultimi ritocchi. In pratica nel museo più vecchio di Roma c'è una parte nuova che apre e l'allestimento si profila solenne, anche per la serie di grossi muri e altre meraviglie emerse negli ultimi anni nel cortile di Palazzo Caffarelli. Una storia lunga (e tormentata) quella del Giardino romano, dell'imperatore a cavallo forse un po' troppo nomade negli ultimi anni, ma ora finalmente nel posto giusto, protetto e quasi solo in mezzo a una grande sala.
II trasloco di Marco Aurelio
La statua di Marco Aurelio è stata trasferita dal cortile dei Musei Capitolini al Giardino romano. Il viaggio è durato quasi tre ore e ha richiesto la partecipazione di un camion rosso e di un sovraintendente comunale e una direttrice dei Musei. La statua è stata sollevata in aria da un braccio meccanico e ha attraversato il Foro e la piazza del Campidoglio. L'inaugurazione ufficiale è prevista per il 22 dicembre. La statua è stata messa in una teca di cristallo progettata da Carlo Aymonino e finalmente pronta all'interno del Giardino romano. La trasferimento è stato un evento solenne e ha richiesto la partecipazione di molti personaggi.
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