Ma per l'ex direttore del Fmi la priorità è investire nel turismo. Carlo Padoan, ex direttore esecutivo del Fondo monetario, è direttore scientifico della fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema. Lo intervistiamo a chiusura dell'incontro di tre giorni in Puglia, a Monte Sant'Angelo, dove studiosi e amministratori del Mezzogiorno si sono interrogati sulle strategie di sviluppo. A partire appunto dal nodo del credito. Serve una Banca del Sud? «Avere una banca è un falso problema. L'importante è che ci sia un sistema bancario che sappia fare da selettore di progetti». Le banche di credito cooperativo segnalano che sono loro, forti di cento aziende, la banca dei meridionali. Così come il Sanpaolo Banco di Napoli, con oltre 700 sportelli, ritiene di poter rappresentare a buon diritto il Sud... «A chiunque direi: fatemi vedere che negli ultimi cinque anni avete finanziato progetti di successo" Quindi ha ragione Tremonti: il Sud paga il fatto di essere la sola grande area europea a non avere una sua banca? «Ma siamo seri: se al posto di banca sostituissimo altre parole, come una rete in frastrutturale di qualità o una pubblica amministrazione efficiente la risposta sarebbe la stessa. Il punto è che è troppo costoso costruire una banca ex novo». Quindi sbagliano gli imprenditori napoletani che ci stanno provando? «Nel caso specifico non so valutare ma le iniziative private hanno un loro interesse. Quel che trovo assurdo è che sia una priorità per un soggetto pubblico far nascere un'altra banca» Forse però il problema al Sud non è la mancanza di banche locali ma di idee da finanziare. Non crede? «Il quadro emerso nel nostro incontro non è così fosco.Il Sud ha risorse umane, culturali; talvolta anche finanziarie. Ci sono università che funzionano benissimo, pubbliche amministrazioni eccellenti, imprese di successo". Eccezìoni che non fanno sistema. «Non sono solo eccezioni ma è vero che bisogna saper fare sistema. Le Regioni devono coordinarsi tra loro e soprattutto operare in sintonia con il governo centrale». Dopo la scorsa tornata elettorale è nato il coordinamento delle otto Regioni del Sud. «Un buon segnale ma non sufficiente. Perché manca il coordinamento con lo stato centrale. Un problema di colore politico? "Diciamo che è un problema di buona e di cattiva politica. Il coordinamento tra istituzioni serve sempre e a l mio avviso al Sud è indispensabile per cogliere le occasioni di sviluppo che si presentano" Più che occasioni sembra che il Suddebba affronatre nuovi problemi, come l'allargamento ad est e la riduzione dei fondi europei. "La proposta inglese sul bilancio UE è inaccettabile per il Mezzogiorno, questo è vero. Ma non bisogna giocare sempre sulal difensiva : siamo di fronte ad un crescente flusso di traffici nel mediterraneo e bisogna attrezzare i nostri porti, le nostre strade. Senza dimenticare la nostra risorsa più trascurata" Quale sarebbe? "Il patrimonio artistico. L'Italia è l'unico posto al mondo dove i capitali privati non solo mobilizzati per valorizzare i giacimenti culturali. E anzi, spesso sono frenati dai vincoli della pubblica amministrazione. Il problema della perdita di competitività el nostro turismo è stato il più sentito nel nostro incontro. Altro che la mancanza di una banca tremontiana per il Sud".
L'INTERVISTA a Padoan: Conta saper finanziare progetti di successo"
Il direttore scientifico della fondazione Italianieuropei, Carlo Padoan, sostiene che il Sud Italia non ha bisogno di una banca, ma di un sistema bancario che possa selezionare progetti di sviluppo. Secondo Padoan, le banche di credito cooperativo sono già in grado di finanziare progetti di successo nel Sud. Tuttavia, il problema non è la mancanza di banche locali, ma la mancanza di idee da finanziare. Padoan suggerisce che le Regioni del Sud devono coordinarsi tra loro e operare in sintonia con il governo centrale per cogliere le occasioni di sviluppo.
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