Domenica 11122005 (09:21) AL VIA LA "MAPPATURA" DELLE CERAMICHE DI FAENZA (Sesto Potere) - Faenza - 8 dicembre 2005 - Faenza è un museo a cielo aperto. Non solo per le splendide architetture storiche che caratterizzano il tessuto urbano, ma anche per le ceramiche artistiche, di varia tipologia. Ora è possibile sapere quante sono queste opere grazie al progetto di conservazione programmata di ceramiche esposte all'aperto che è stato il tema del meeting Lions, Lioness e Leo di Faenza all'Hotel Cavallino. "E' un'iniziativa importante che vede il Museo delle Ceramiche in una veste nuova, che lo proietta al di fuori della sua sede istituzionale ha detto Giuseppe Barbieri, presidente del Lions Club. Il progetto di conservazione preventiva è stato illustrato da Anna Maria Lega, responsabile del Laboratorio di Restauro del M.I.C e dalle due giovani ricercatrici Valentina Mazzotti e Simona Bacchilega. E' stato realizzato con il contributo di Hera, ed ha visto la collaborazione del Settore Territorio e Lavori Pubblici del Comune di Faenza, dell' Istec-Cnr e del Laboratorio della Soprintendenza ai Beni Artistici di Bologna. Il progetto si è articolato in più fasi: innanzitutto la realizzazione di una banca dati anagrafico-conservativa informatizzata delle ceramiche, quindi l' analisi dello stato di conservazione e del tipo di degrado, poi la definizione e attuazione di un protocollo di manutenzione e restauro, l' attività di diagnostica e ricerca, infine, costituzione di un campionario di copie degli elementi architettonici degli edifici storici. La raccolta dei dati è stata. Valentina Mazzotti ha concentrato il suo lavoro sul centro storico, dove sono state censite 672 opere mentre Simona Bacchilega sul Cimitero dell'Osservanza, in cui sono stati inventariati 588 manufatti. La raccolta dei dati, accompagnata da una dettagliata campagna fotografica, si è concentrata sul centro storico, dove sono state catalogate 672 opere e sul Cimitero dell'Osservanza, in cui sono stati censiti finora più di 800 manufatti. La "mappatura" del centro storico mette in evidenza quattro tipologie: targhe devozionali (559), ornamenti architettonici (62), iscrizioni (40), sculture (11) collocate in punti strategici e di notevole visibilità. Prevale l'utilizzo della maiolica (400 manufatti) rispetto alla terracotta (230) nelle opere che coprono un arco temporale ampio con esempi di assoluto valore. Tra gli autori contemporanei, si va da Carlo Zauli a Domenico Matteucci, a Aldo Rontini, a Giovanni Cimatti, Franz Stahler, Ivo Sassi, Goffredo Gaeta, Guido Mariani, Leandro Lega. Gli ornamenti architettonici caratterizzano alcune dimore quali Casa Albonetti, Valenti, Manfredi, Matteucci, Monti, Zoli, Zucchini, Castellini, in un arco temporale che va dal XV al XX secolo. Nel Cimitero dell'Osservanza, l'analisi, per ora, si è concentrata sull'emiciclo ed i chiostri Badia, Chiesa, Manfredi, Novizi. Le tipologie più frequenti sono l'arredo funebre e la ritrattistica. La tipologia ceramica utilizzata, è costituita soprattutto da maiolica ed in misura minore da terracotta. Si va da ritratti in maiolica, a fregi ed elementi architettonici, arredi ed oggetti sacri, pannelli. "L'obiettivo dell'iniziativa è stato di definire un protocollo di manutenzione delle ceramiche degli edifici pubblici esposte all'aperto in modo da limitarne il rischio di degrado e di conseguenza per evitare restauri onerosi o, addirittura, perdita di originali.- ha spiegato Anna Maria Lega Su questa base, le fasi successive potranno essere la prosecuzione del monitoraggio dello stato di conservazione e l'avvio, laddove necessario, l'operatività di un programma di pulitura delle opere, con i materiali idonei a seconda dei casi, in collaborazione con il servizio manutenzione del Comune."(Sesto Potere)