Inalienabilita' dei beni del patrimonio, definizione del rapporto Stato-enti locali alla luce del federalismo e valorizzazione con il coinvolgimento dei privati saranno i tre pilastri del Codice dei beni culturali: da ieri e' ufficialmente al lavoro la commissione, insediata dal ministro Giuliano Urbani, che dovra' predisporlo. I commissari avranno il compito di rivedere il contenuto delle leggi vigenti, aggiornando gli strumenti di individuazione, conservazione e protezione dei beni culturali e ambientali. "Tre saranno i pilastri del Codice", ha detto Urbani aprendo i lavori. "Inalienabilita' dei beni del patrimonio storico, artistico e archeologico. In tal senso verra' predisposta una cornice normativa nella quale possano essere inquadrate, semplificandole e coordinandole, le disposizioni sull'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico, con la precisa indicazione dei presupposti, delle modalita', delle finalita' e dei limiti per accedere a tale possibilita"'. In secondo luogo, la "definizione del rapporto Stato enti locali in materia di beni culturali alla luce della modifica in senso federalista del Titolo V della Costituzione. Le nuove norme - ha sottolineato il ministro - dovranno tener conto dell'art. 117 della Costituzione, che sancisce un rapporto collaborativo e sinergico con le Regioni, nel rispetto del principio secondo cui lo Stato mantiene la competenza esclusiva sulla tutela". Terzo pilastro, la "valorizzazione dei beni culturali. Grande rilievo - ha detto ancora Urbani - verra' dato all'elaborazione di una nuova disciplina sulle forme di coinvolgimento dei soggetti privati nella gestione dei beni culturali, al fine di esaltarne le potenzialita', ferma restando l'autorita' dello Stato nel far rispettare i vincoli di conservazione e protezione del patrimonio storico, artistico, architettonico, archeologico e paesaggistico". La Commissione e' guidata dal Presidente di Sezione del Consiglio di Stato Gaetano Trotta. Ne fanno parte, oltre ai rappresentanti della Conferenza Stato Regioni, Nicola Aicardi, professore associato di Legislazione dei beni culturali ed ambientali all'universita' di Bologna; Giuseppe Caia, ordinario di diritto amministrativo nello stesso ateneo; Sabino Cassese, ordinario di Diritto amministrativo all'universita' di Roma; Maurizio Fiorilli, Avvocato di Stato; Giuseppe Severini, Consigliere di Stato e consigliere giuridico del ministro della Difesa; Mario Luigi Torsello, Consigliere di Stato e capo dell'Ufficio legislativo del ministero Beni culturali; Claudio Zucchelli, Consigliere di Stato e capo del dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Al via i lavori per la Commissione per il nuovo Codice dei Beni Culturali
La commissione per il Codice dei beni culturali e ambientali è stata istituita dal ministro Giuliano Urbani. Il codice sarà composto da tre pilastri: l'inalienabilità dei beni del patrimonio storico, artistico e archeologico; la definizione del rapporto Stato-enti locali in materia di beni culturali; e la valorizzazione dei beni culturali con il coinvolgimento dei privati. La commissione dovrà rivedere il contenuto delle leggi vigenti e predisporre una cornice normativa per l'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico. La Commissione è guidata dal Presidente di Sezione del Consiglio di Stato Gaetano Trotta e comprende rappresentanti della Conferenza Stato Regioni e esperti di diritto amministrativo.
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