Ieri cancelli chiusi all'Archeologico. Non c'era sciopero, non era in programma un'assemblea: semplicemente, era il giorno di chiusura settimanale. Turisti delusi: «Peccato dover ripartire senza ammirare la mostra sull'eruzione di Pompei. Siamo venuti per Pasqua a Napoli, abbiamo deciso di prolungare il nostro soggiorno per visitare tutti i musei. Non ci aspettavamo, davvero, di trovare le porte sbarrate. Non sarebbe stato meglio rinunciare al turno di riposo, organizzare almeno un servizio per mezza giornata?». Difficile spiegare allo spagnolo e al francese che è già stato un miracolo assicurare l'apertura straordinaria fino alle 23, che solo una febbrile trattativa al ministero dei Beni culturali ha consentito di far sospendere lo stato di agitazione dei dipendenti. Così come sarebbe diffìcile spiegare ai lavoratori che, perché sia possibile bissare il clamoroso successo di Pasqua e Pasquetta, dovrebbero rinunciare al riposo settimanale. Il clima è ancora troppo teso, l'accordo sindacale non convince tutti, nella categoria c'è forte preoccupazione sulla sorte dei precari (sono 2100, in Campania, in attesa di regolarizzazione) e soprattutto sulla questione privatizzazione. I numeri, comunque, devono far riflettere. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, i nostri musei hanno fatto registrare un aumento delle presenze pari al 45-50 per cento. In tre giorni 17 mila visitatori, complice forse il maltempo che ha dirottato tra i tesori dell'arte i vacanzieri altrimenti diretti sulle isole, merito certamente di una giusta programmazione nel settore beni culturali. In prima fila proprio l'Archeologico: 2313 persone hanno varcato l'ingresso sabato, 2054 domenica, 3500 lunedì. Ed è lecito chiedersi, alla luce di questi dati, se non sarebbe stato opportuno inventarsi un sistema qualsiasi per evitare la chiusura settimanale del martedì. Molti turisti, infatti, si sono trattenuti in città. E molti napoletani, intimiditi dalle code infernali dei giorni scorsi, avrebbero voluto concedersi ieri mattina un tuffo nella suggestiva mostra sull'eruzione di Pompei. È andata così. Cancelli chiusi, tanta delusione, qualche protesta. Per il prossimo futuro, visto che ci avviciniamo alla settimana dei beni culturali e al Maggio dei monumenti, forse sarebbe il caso di rivedere lo schema dei riposi settimanali. Senza negare, naturalmente, il turno di vacanza ai dipendenti; invece che tutti insieme, potrebbero restare a casa a giorni alterni e consentire un'apertura al pubblico per mezza giornata.