CASTEL MELLA - Durante la messa solenne delle 20 di domani, venerdì, festa patronale, nella chiesa parrocchiale saranno benedette le due statue lignee del '700 dei due patroni, S. Siro vescovo e S. Lucia martire, appena restaurate, esposte nelle nicchie a destra e a sinistra della pala dell'altare maggiore. L'intervento venne proposto alla comunità e al Comune dal parroco don Giuseppe Baronio durante la festa patronale del 2004, quando vennero inaugurati i restauri degli affreschi della Parrocchiale. La proposta venne accolta e le due statue, dopo qualche mese, sono state portate in un laboratorio di restauro per ricevere le cure necessarie. Sotto la supervisione della Soprintendenza ai beni artistici e culturali di Mantova, nella persona della dott. Casarini, l'intervento ha riguardato il consolidamento delle parti fragili, l'asportazione delle numerose ridipinture sovrapposte nel corso degli anni, l'integrazione delle parti in stucco mancanti e il ripristino dei colori originali. Il risultato ha conferito fascino al volto di Lucia, che in tal modo rivela il significato del nome che porta, lasciando trasparire una luce nuova. Maestà vetusta, invece, nella figura del vescovo Siro, che, alleggerito di pizzi ed orpelli, ritrova nell'espressione sacerdotale del viso il suo essere guida e maestro. Nel corso della celebrazione di domani sera il parroco don Giuseppe ripeterà un gesto compiuto dal suo predecessore nel lontano 17 maggio 1773, quando il parroco di allora benedisse solennemente le statue appena scolpite da Beniamino Simoni e donate dalla munificenza di don Pietro Zampedri. Un cartello allestito in uno degli altari illustrerà i vari momenti del restauro che ha ridato anima a queste splendide sculture. Durante il concerto i titolari del laboratorio di restauro illustreranno l'intervento per il recupero dei due simulacri. Il giorno dopo, sabato 10, alle 20.30, nella chiesa parrocchiale, concerto di musica classica per il rientro delle statue, con il quartetto d'archi «Elios», accompagnato all'organo da Marco Paderni e all'oboe da Paolo Mandelli. (s.)