Varato in commissione l'acquisto dell'antica dimora Castromediano, collegata a palazzo Vernazza L'edificio cinquecentesco costerà poco più di 80mila euro Nel complesso un «Laboratorio urbano» sulla storia di Lecce Sarà probabilmente approvato, nella prossima seduta di Consiglio, l'acquisto di palazzo Castromediano da parte del Comune. Intanto, ieri mattina, il provvedimento ha avuto il via libera da parte della commissione Lavori pubblici. L'edificio, situato nel centro storico, in vico Vernazza, risale al primo '500 e costerà, alle casse comunali poco più di 82mila euro. La decisione era stata peraltro presa dalla giunta, guidata dal sindaco Adriana Poli Bortone, già lo scorso 23 maggio. «Perché - è precisato nella delibera, che a breve approderà in Consiglio - si tratta di un immobile di interesse culturale e perché tale acquisizione consentirà una più adeguata fruizione della contigua e strettamente interconnessa altra dimora, denominata Palazzo Vernazza Castromediano», già di proprietà comunale ed attualmente in corso di restauro». Pare che l'intenzione dell'Amministrazione sia di creare, all'interno dell'edificio, il cosiddetto «Larc», vale a dire un vero e proprio Laboratorio archeologico. Lo ha rivelato lo stesso sindaco Poli Bortone, in un recente incontro convocato a palazzo Carafa, con il professor Francesco D'Andria, per fare il punto sugli otto siti di scavo e restauro presenti sul territorio comunale. Del resto, proprio le fondamenta di palazzo Vernazza, in corso di restauro grazie ai fondi della legge «Poli» sul barocco leccese, stanno restituendo manufatti e tracce di grande valore storico. Ad aprile, il Ministero per i Beni e le attività culturali ha inviato una nota agli amministratori di palazzo Carafa per comunicargli che il bene era stato posto in vendita dai legittimi proprietari al prezzo di 82.600 euro. In casi simili, l'articolo 62 del decreto legislativo n. 42 del 2004 prevede che gli enti locali del territorio possano però esercitare il loro diritto di prelazione. Agli stessi è cioè riservata una sorta di corsia preferenziale, rispetto a soggetti privati ugualmente interessati, per l'acquisto di immobili di un certo interesse culturale. E, proprio in virtù di tale previsione di legge, l'ufficio Centro storico ha suggerito l'acquisizione dell'importante immobile al patrimonio comunale. Il diritto di prelazione è stato esercitato dalla Giunta comunale in tempi record, «perché - era spiegato nell'apposita delibera - il termine di decorrenza del 30 giugno 2005 (90 giorni dalla data di notifica della compravendita, avvenuta il 30 marzo scorso) per l'esercizio di tale diritto ha imposto tempi e decisioni rapide». 08122005