LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, 7 dic. 2005 L'ESPOSTO Gli scheletri dei palazzi, l'area e tutto quel che vi è dentro sono ancora sotto pignoramento Nessuno entri in quel cantiere! Matarrese non s'arrende: altro che demolizione! E presenta l'en-nesima diffida all'amministrazione comunale a proposito di Punta Perotti. Cinque pagine in tutto per dire che gli scheletri dei palazzi, l'area e tutto quel che c'è dentro sono da considerare ancora pignorati. E dunque nessuno può toccare nulla. Tantomeno la «General Smontaggi srl», la società piemontese che si è aggiudicata la gara per la demolizione delle costruzioni di Punta Perotti, alla quale viene mandata copia della diffida firmata dall'avvocato Francesco Biga. Copie della diffida, in verità, sono state inviate in quantità generosa. Tra i destinatari (che leggono per conoscenza) anche il procuratore della Repubblica, il prefetto, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri. L'avvocato Biga, dunque, annuncia che la «Salvatore Matarrese spa» è pronta a imboccare nuovamente la strada della giustizia (penale e civile) dopo aver saputo che «il responsabile del procedimento relativo all'appalto dei lavori di demolizione degli edifici e dei manufatti ubicati in località Punta Perotti dovrebbe procedere alla consegna dei lavori alla General Smontaggi per consentire l'avvio delle opere di demolizione». Ma l'avvocato, nella diffida, ammonisce: «Poiché nelle aree oggetto dell'appalto per la demolizione sono inclusi tutti i beni immobili tuttora assoggettati al vincolo del pignoramento, vi invito e diffido a sospendere immediatamente tale procedura ed ogni atto di gara, nonché in ogni caso ad astenervi dal compimento di qualunque atto o fatto diretto a deteriorare o distruggere le cose sottoposte a pignoramento». Altrimenti? Innanzitutto l'azione in sede penale: i rappresentanti del Comune - nella sua qualità di proprietario e custode dei beni pignorati - e quelli della General Smontaggi, secondo il legale di Matarrese, dovranno rispondere di danneggiamento. Poi l'azione in sede civile, con una richiesta di risarcimento dei danni subiti per l'eventuale distruzione dei beni vincolati, di un importo di oltre 5 milioni e mezzo di euro. Nella diffida vi è un copioso riferimento a sentenze della Cassazione, pronunciamenti dei giudici in sede penale e civile, dottrine e commenti di illustri giuristi, articoli dei Codici e della Costituzione, insomma una fitta disquisizione per giungere alla conclusione che fino a quando non passerà in giudicato, la sentenza numero 2240 del 12 ottobre 2005 «non costituisce provvedimento idoneo a far venire meno il vincolo del pignoramento apposto sugli immobili nel giugno del 2004». Questa sentenza, emessa dal Tribunale di Bari, è difatti ancora impugnabile con ricorso per Cassazione, per cui non è possibile procedere alla cancellazione della trascrizione del pignoramento. Non si può abbattere insomma - questa la teoria del legale dell'impresa Matarrese -qualcosa che è ancora saldamente sotto il vincolo del pignoramento.
Non si può abbattere. Punta Perotti, nuova diffida di Matarrese al Comune
La Salvatore Matarrese spa ha presentato una diffida all'amministrazione comunale di Bari per fermare la demolizione dei palazzi di Punta Perotti, che sono ancora sotto pignoramento. La società ha ricevuto la gara per la demolizione, ma l'avvocato di Matarrese ha inviato una copia della diffida a tutti i destinatari, tra cui il procuratore della Repubblica e il prefetto. La diffida ammonisce l'amministrazione a sospendere la procedura e a non compiere alcun atto che possa danneggiare o distruggere i beni pignorati.
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