In un'ala troverà ospitalità il museo della ceramica medievale e rinascimentale e annessi spazi per meeting, corsi di formazione, laboratori didattici e botteghe-scuola di restauro. In un'altra ala, invece, un cosidetto incubatore d'impresa, gestito da Bic Lazio, che vi realizzerà iniziative di varia sostanza nell'ambito della promozione della cultura imprenditoriale. Sono i contenuti di un contenitore affatto particolare: l'ex mattatoio della valle di Faul, in via di ristrutturazione a cura della Fondazione Carivit, presieduta da Aldo Perugi, che ha sottoscritto una cordiale intesa con il sindaco Giancarlo Gabbianelli e il presidente di Bic Lazio, Giancarlo Cremonesi, per concretizzare una intuizione di riqualificazione (datata 1999) del fatiscente immobile. Ex mattatoio: da un lato, dunque, il museo; dall'altra animazione e assistenza tecnica a favore di chi vuol misurarsi con sfide d'impresa; e in questo senso saranno accolte all'interno della struttura fino a 15 imprese, per un periodo fino a tre anni, che saranno seguite nell'avviamento di attività imprenditoriali finalizzate alla promozione dei beni culturali e turistici della Tuscia viterbese. I commenti. Soddisfatto Aldo Perugi che ha dovuto aspettare più di un lustro (complice l'attesa per i lavori di "spostamento" del torrente Urcionio) per vedere la materializzazione della sua intuizione; soddisfatta Bic Lazio, i cui dirigenti da tempo premevano per un incubatore nel capoluogo; soddisfatto Gabbianelli, secondo il quale «si sono finalmte poste le basi per l'avvio di un progetto molto importante per lo sviluppo economico e culturale della città, in un contesto di rivitalizzazione generale della valle di Faul».