Il nuraghe "su nuraxi" di Barumini , la cartolina archeologica della Sardegna nel mondo, presto si doterà di un piano di gestione intercomunale. Dopo aver ottenuto l'iscrizione alla "World Heritage List" (patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco) nel 1997 , il gigante di basalto, secondo voci mai confermate, ha rischiato l'esclusione dalle liste Unesco se non fosse stato presentato un piano di gestione e tutela del monumento. Uno smacco che nessuno, primo fra tutti l'accademico dei Lincei Giovanni Lilliu, avrebbe accettato, vista l'importanza del riconoscimento attribuito nel 1997. Da quel momento, Ministero ai beni culturali, Regione, soprintendenza archeologica di Cagliari e provincia del Medio Campidano si sono messi al lavoro ed è nata un equipe che vede coinvolti anche Gesturi, Tuili, Setzu e Genoni (comuni proprietari dei 4300 ettari della Giara) , oltre a Las Plassas (castello di Eleonora) e Villanovafranca (parco archeologico "Su Mulinu"). «Grazie alla regìa del soprintendente Vincenzo Santoni e all' impegno di tre economisti, coordinati da Mimmo Cersosimo dell'Università di Reggio Calabria - spiega il sindaco di Barumini Emanuele Lilliu -stiamo ormai completando il lavoro che prevede la stesura del piano di gestione del nuraghe e delle realtà archeologiche e ambientali che lo circondano. L'obiettivo è creare un sistema integrato di crescita economica - precisa Lilliu- che accanto alla realtà del nuraghe veda coinvolta la Giara e il suo immenso patrimonio naturalistico (coi suoi 4 comuni proprietari), e, in una prospettiva futura, anche i comuni a vocazione turistica del territorio, come Laconi».