NUORO. Il canto a tenore dei pastori sardi? Una cosa unica nel pianeta, da collocare nel patrimonio intangibile dell'umanità, come ha fatto l'Unesco. Ma un conto è dirlo, un altro arrivarci. Come fare? Affidandosi alla lobby giusta, un gruppo del quale magari fa parte la figlia di un direttore generale dell'Unesco. Francesco Licheri, ex presidente della Provincia di Nuoro, risponde così alla bufera in cui è finito. Pochi giorni fa, si è inorgoglito per il riconoscimento ufficiale del canto a tenore deciso a Parigi. Ora deve dare spiegazioni sui 650 milioni di vecchie lire spesi dall'ente, in particolare alla voce parcelle. «Quando abbiamo pensato all'Unesco spiega Francesco Licheri abbiamo fatto una verifica con i nostri uffici. Risultato: percorso troppo difficile. All'Upi, l'Unione delle province italiane, ho chiesto consiglio alla provincia di Salerno, che aveva già mandato avanti un suo progetto. Mi hanno indicato l'architetto Carla Maurano. Lei ha portato qui la sua equipe, di cui fa parte anche la dottoressa Bouchenaki. Una lobby? È l'equipe che ci ha fatto ottenere il risultato». Il nome di Amal Bouchenaki, esperta di legislazione del Patrimonio, colpisce. La studiosa è figlia di Mounir Bouchenaki, vicedirettore per la cultura dell'Unesco che nel gennaio 2004 ha partecipato al convegno sul pastoralismo promosso dalla Provincia di Nuoro. Legati a vario titolo all'Unesco sono anche altri membri non sardi del gruppo di lavoro che ha seguito e portato in fondo il progetto fino al riconoscimento del 25 novembre. Licheri non ci trova niente di male. Ma l'Unesco, in questi giorni, è sotto accusa per i costi della burocrazia e per la facilità con cui sceglie siti e beni intangibili dell'umanità. Duro il «Rapporto non richiesto sull'Unesco» di Wolfgang Kemp citato domenica dal "Corriere". La lista dei siti, denuncia il professore dell'Università di Amburgo, cresce a gran ritmo ogni anno. Nel 2005, per dire, ha compreso anche la danza delle reclute slovacca. Il canto a tenore è in quella lista. È stata la stessa Unesco a indicarlo come bene intangibile, mentre la provincia aveva inizialmente puntato su un più generico "pastoralismo". Carla Maurano, studio ad Agropoli (Salerno), ha svolto bene il suo compito. L'architetto è competente. Risulta dalle delibere della Provincia: relazioni importanti al Ministero dei beni culturali, consulenze per l'Unesco, l'Icomos International (altro organismo Unesco) e la World Bank, membro della WcpaIucn, la Commissione mondiale delle aree protette. Altrettanto vale per altri componenti del gruppo di lavoro: il maltese Ray Bondin è membro dell'Icomos e dell'Iccrom, altro organismo Unesco; l'architetto slovacco Giora Solar è consulente dell'Unesco e membro direttivo dell'Icomos International; l'economista dei Beni culturali Marina Galvani è consulente della World Bank. Del gruppo fanno parte anche tre sardi: il giornalista Umberto Cocco, il documentarista Massimo Tatti e Fabrizio Vella. Ma i primi due, dopo la prima fase di indagine sul campo, escono dalla vicenda in disaccordo sulla gestione dei materiali raccolti. L'operazione Unesco è costata circa 350mila euro, spesi per lo più in parcelle. Una prima delibera del 2003, fondata sui contatti tra Licheri e vari organismi Unesco, assegna i primi 73mila euro (più 18mila per spese) all'architetto Murano. Altri 250mila, per i quali viene acceso un mutuo, vengono assegnati ad agosto 2004: 15mila euro più contributi a ciascun componente del gruppo, più 101mila euro per le spese. Tanto? Poco? Licheri non ha dubbi: «La scommessa è stata vinta, il canto a tenore è patrimonio dell'umanità». Il gruppo di lavoro di Carla Maurano ha intenzione di partecipare anche alla gestione del progetto. L'architetto, l'ex presidente della Provincia Licheri, Amal Bouchenaki, Ray Bondin, Giora Solari e Marina Galvani sono indicati come membri fondatori dell'Associazione onlus "Centro per lo studio e la gestione del pastoralismo", la cui costituzione è stata approvata dalla giunta provinciale il 13 settembre 2004. Il centro, secondo quanto indicato nella proposta di candidatura inviata all'Unesco, avrebbe dovuto avere sede in piazza Satta e un budget di 200mila euro per il 2005. «L'associazione dice Licheri non è stata costituita, era necessario indicarla nel progetto». L'ex presidente si dice amareggiato per le polemiche: «In genere si lamentano gli sconfitti, la Provincia di Nuoro ha vinto». L'attuale assessore alla cultura Peppino Paffi ha chiesto la documentazione sulla vicenda al direttore generale dell'ente. «Poi scrive in un comunicato stampa riferirò al presidente della Provincia Roberto Deriu e a tutta la giunta».