Imt: l'aut aut di Pera non spaventa nessuno e la sede si allontana Italia Nostra: «No alle pretese dei potenti sulla città»- L'Università di Pisa: «Rivedere la nostra posizione» «QUALCUNO DOVRÀ DARE UNA MANO, altrimenti Imt potrebbe decidere che Lucca non è più una città ospitale». Le parole che Marcello Pera ha pronunciato domenica suonano come un ultimatum. Ma per la Scuola di Alti Studi, promossa di fresco dalla Moratti ad ateneo statale e voluta dal presidente del Senato, i guai non sono finiti. La Scuola ha incassato ieri la solidarietà di un gruppo di 30 personaggi della cultura internazionale, che parla di «strumentalizzazioni politiche» alla base delle critiche per l'istituto. Ma sul fronte degli atenei fondatori la situazione sobbolle. Mentre voci di corridoio (e tutte da verificare) dicono che anche la Luiss avrebbe deciso di avviare un confronto interno sulla vicenda Imt, arriva una nuova presa di posizione dell'Università di Pisa. Che con una delibera del Senato Accademico approvata ieri «dà mandato al Rettore, sulla base del confronto già positivamente avviato con gli atenei di Firenze e Siena e sulla base di quanto risulterà dal tavolo di concertazione da avviare con le componenti universitarie e gli enti territoriali interessati, di rivedere la posizione dell'Università di Pisa nei confronti del Consorzio Interuniversitario Studi Avanzati, con le necessarie implicazioni sulle modalità di partecipazione a Imt». Nessuna entrata a scatola chiusa, dunque, per l'ateneo pisano nel Consorzio interuniversitario che ha dato vita alla Scuola di Alti Studi. E una sostanziale smentita per il direttore Quagliariello, che ne dava l'ingresso come imminente. Ma domenica è stato proprio Pera ad aprire un nuovo capitolo dell'odissea dell'istituto lucchese: quella delle sede definitiva. L'ateneo è attualmente ospite nell'ex convento di San Micheletto. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (che eroga anche finanziamenti diretti per circa 1 milione e mezzo di euro) ha investito 6 milioni di euro per il recupero del complesso di San Ponziano, che avrebbe dovuto ospitare la biblioteca e le strutture di Imt. Ma domenica il presidente del Senato ha fatto riferimento ad un altro edificio: quello del Real Collegio di San Frediano, cui furono destinati fondi per il recupero in occasione del Giubileo del 2000 e che dal 1997 è oggetto di un protocollo di intesa siglato da enti locali (Comune e Provincia), Ministero dei Beni Culturali e Curia di Lucca, che parla di una destinazione di tipo espositivo. Nella fattispecie il complesso dovrebbe essere riadattato per ospitare un Museo di arte sacra. «Ci stiamo muovendo nella direzione indicata dal protocollo - dice la presidente dell'Ente cui fa capo il Real Collegio, Ave Marchi - il problema Imt non ci riguarda». Entra nel merito anche Italia Nostra: «I locali del Real Collegio, su cui da lustri si sta intervenendo con sostanziosi fondi pubblici per dare vita ad un polo museale, fanno gola a qualcuno che forzava per farli diventare sede di Imt». Secondo la sezione di Lucca dell'associazione, questa possibilità rappresenterebbe un passo indietro: «Del Museo Diocesano era stato riscontrato il bisogno. La nuova destinazione universitaria che qualche potente avanza, invece, richiederebbe di buttare al vento gran parte di quanto speso con fondi pubblici per far tornare la strutturazione interna più simile allo status precedente». Ma anche sul fronte delle istituzioni locali la situazione non marcia spedita. La parlamentare Ds Raffaella Mariani sottolinea che «nella proposta di Statuto Imt gli enti locali sono relegati ai margini e figurano come semplici sponsor». E dopo l'intervento dell'amministrazione provinciale, che sottolineava la necessità di valutare la partecipazione nella Scuola, anche il Comune di Lucca sta meditando. «Ritengo che gli enti locali debbano avere voce in capitolo. E prima di fare paragoni con istituzioni del prestigio della Normale andrei cauto », dice il sindaco Fazzi. La giunta comunale ha esaminato una comunicazione in proposito, che sarà portata all'attenzione delle commissioni istruzione e finanze. Per poi approdare in Consiglio comunale: nelle prossime settimane l'assemblea dovrà confrontarsi sull'impegno triennale di circa un milione e mezzo di euro.