L'assessore Siliani: «Perché per la soprintendenza lì va bene, mentre a noi l'ha vietato?» Se il faccione di Alberto Tomba, effigiato in dimensioni 6x6 sul frontediPalazzo Pitti, sorride, non tutti a Firenze hanno fatto altrettanto, vedendolo comparire. L'assessore alla Cultura del Comune di Firenze Simone Siliani critica infatti la Soprintendenza per avere permesso l'affissione di quel maxi cartellone pubblicitario: «Perché a Palazzo Pitti la cosa va bene mentre altrove la Soprintendenza trova da ridire? Sono stati usati due pesi e due misure ». Non è questione da poco, considerando che le affissioni vengono ben remunerate. L'antefatto. La Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Firenze, Paola Grifoni, ha permesso l'affissione di maxi- cartelloni pubblicitari sulla facciata di Palazzo Pitti. O meglio, sul ponteggio montato davanti ad essa per effettuarne il restauro. Così motivando la sua decisione: «Con questa pubblicità paghiamo l'intervento di restauro della facciata. Purtroppo ormai anche noi dobbiamo trovare questi escamotage per fare i nostri lavori e le manutenzioni. Questo è il terzo anno che subiamo tagli sia sui lavori di restauro che sulle spese di funzionamento e quindi dove possiamo sopperire in altri modi lo facciamo».Eaggiunge: «Abbiamo seguito le indicazioni che abbiamo noi stessi dato all'amministrazione comunale per consentire questi pannelli». Siliani, allora, dà atto alla Soprintendenza che «in punta di diritto non ha torto». Che, cioè, il regolamento comunale che regola la materia (il Piano generale degli impianti pubblicitari) è stato rispettato. Però, si domanda polemicamente: «Se è giusto farlo per Palazzo Pitti perché non farlo, ad esempio, per la fontana del Nettuno. Potremmo trovare uno sponsor che restaura non solo la mano ma tutto il monumento» (il tutto, è ovvio, esponendo sull'eventuale ponteggio un cartellone simile a quello di Palazzo Pitti). E ancora: «Se il Comune per fare il restauro di Palazzo Vecchio avesse fatto altrettanto, si sarebbe fatto ricco». E' per questo che propone: «A questo punto, allora, cambiamo il regolamento, o in in senso o nell'altro. Le affissioni e quindi i finanziamenti devono essere permessi a tutti o nessuno». E poi affonda: «Le soprintendenze si lamentano spesso per il tenore delle immagini e per il rispetto del decoro in situazioni del tutto analoghe a questa. C'è bisogno di una forte coerenza, allora. Perché considerato il decoro e l'impatto delle immagini, appunto, la soluzione per Palazzo Pitti è discutibile. Nell'elaborate il Piano Unesco di valorizzazione del centro di Firenze, ci vengono mossi dalla Soprintendenza rilievi per cose dall'impatto decisamentemeno macroscopico». Neppure il Soprintendente Regionale del Polo Museale, Antonio Paolucci, dicendo che «non c'è niente da aggiungere a quanto è stato detto dalla Soprintendente Grifoni. La decisione è stata presa per i motivi economico- finaziari gia enunciati», sembra, seppur implicitamente, troppo entusiasta del cartellone di Palazzo Pitti.
Firenze POLEMICA per la maxi pubblicità sulla facciata di Palazzo Pitti
L'assessore alla Cultura di Firenze, Simone Siliani, critica la Soprintendenza per aver permesso l'affissione di un maxi cartellone pubblicitario sulla facciata di Palazzo Pitti. Siliani sostiene che la Soprintendenza ha usato due pesi e due misure, permettendo l'affissione solo per Palazzo Pitti, ma non per altri monumenti. La Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Firenze, Paola Grifoni, ha motivato la sua decisione con il fatto che il cartellone pagherà l'intervento di restauro della facciata. Siliani, invece, si domanda se sia giusto farlo solo per Palazzo Pitti e non per altri monumenti.
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