Da piazza Gentile da Fabriano a via Reni, dove sorgerà il Maxxi di Hadid L'inizio dei lavori previsto per l'aprile 2006 Due 'onde' d'acciaio Sarà pedonale ma potrà ospitare anche un corridoio per il tram Un'onda d'acciaio bianco librata sul Tevere, dalla riva di piazza Gentile da Fabriano al vertice del tridente formato da viale Pinturicchio, viale del Vignola e via Guido Reni, dove sorgerà il Maxxi, il Centro dell'arte contemporanea firmato da Zaha Hadid. Si chiamerà il Ponte della Musica, in onore dell'Auditorium di Renzo Piano, che così troverà un collegamento diretto con l'altra parte del fiume. Il progetto definitivo dell'ingegnere inglese Davood Liaghat per lo Studio Buro Happold, che ha vinto il concorso internazionale, è ormai pronto e anche il calendario che fissa l'inizio dei lavori all'aprile del 2006. Così, dopo il ponte della Scienza di Ostiense, di Andreoletti, Pintore e Tonucci, interamente pedonale, dal Teatro India al Gazometro, ecco un altro degli interventi che arricchirà il volto della città, unendo la zona che risale ai Giochi del 1960, con il Villaggio Olimpico, il Palazzetto dello sport di Nervi e lo Stadio Flaminio, al nuovo parco della Musica, al Maxxi e al complesso del Foro Italico. E questa volta sopra il ponte pedonale, al centro delle due sagome d'acciaio che come onde attraversano il Tevere, si aprirà una sorta di piazza sul fiume, che potrà essere impiegata per ospitare concerti, manifestazioni dell'estate romana e un mercatino. Ma è ancora aperta la discussione su un possibile futuro utilizzo di questo grande asse anche come corridoio per un collegamento di trasporto pubblico. Non solo, accanto ci sarà una stazione dei battelli che solcano il Tevere, da cui basterà risalire per imboccare il nuovo ponte. L'opera del progettista inglese è lunga 190 metri, il 'segno' è quello di due archi d'acciaio che si divaricano verso l'esterno, ad accogliere la 'piazza' o corsie di autobus, mentre, a destra e a sinistra, ci saranno due ampi camminamenti pavimentati con grandi tavole di legno. «Il piano del Flaminio» spiega l'architetto Francesco Ghio, coordinatore del progetto urbano «prevede un collegamento con il futuro Museo dello sport e un lungo boulevard alberato e attrezzato dal Foro Italico all'Auditorium». Conclude l'assessore all'Urbanistica Morassut: «Il ponte della Musica è un altro tassello per rendere più omogenea e funzionale una parte della città che ospita funzioni e servizi di grande qualità, a partire dall'Auditorium e proseguendo, con l'architettura del Maxxi di Hadid, ma anche con il nuovo disegno complessivo della cittadella dello sport al Foro Italico».