Ma quand'è che si potrà andare negli uffici comunali a chiedere un permesso urbanistico in base al nuovo Prg? Prima o dopo le elezioni di primavera? La domanda è ancora in sospeso ma certo il passaggio di ieri, l'approvazione in giunta delle cosiddette 'controdeduzioni' al nuovo Piano regolatore di Roma, è una forte accellerazione verso l'entrata in vigore della normativa che stabilirà come, dove e secondo quali modalità, crescerà e si rimodellerà la città edificata nei prossimi anni. Intanto, un passo indietro: tecnicamente le 'controdeduzioni' sono le risposte dell'amministrazione ad altrettante domande, 'le osservazioni' che, per legge chiunque può rivolgere al Campidoglio all'indomani della pubblicazione del nuovo Prg. E, nei 90 giorni concessi, dunque nel giro di tre mesi, di queste 'osservazioni' ne sono piovute all'Ufficio piano regolatore dell'Eur ben 11 mila: da parte di semplici cittadini ma anche da Legambiente, Wwf, Unione borgate (da sola ne ha presentate circa 600), Acer, ordini professionali e una anche la Soprintendenza archeologica di Roma che chiede «che sia più garantito il livello di tutela». Alcune del tutto insostenibili, in tanti ad esempio hanno chiesto tout court di trasformare il proprio terreno agricolo in edificabile, così, tanto per provarci; altre più utilitaristiche, come i costruttori che, tra l'altro, chiedono, premi di cubatura se costruiranno con forti migliorie tecniche, pannelli solari, energie alternative; o anche moniti dettagliati, come quelli scanditi da Legambiente, ad esempio che il nuovo Prg non ribalti il principio che «si potranno costruire nuove case solo se avranno una linea di trasporto su ferro a non meno di 3 km di distanza' e che 'non ecceda oltre i 64 milioni di mq già annunciati'. E così via. Le 'osservazioni' a cui il Campidoglio ieri sera ha ufficialmente ha dato le sue risposte sono un po' come le migliaia di emendamenti che vengono presentati dopo una manovra di bilancio. Accoglierle tutte sarebbe impossibile, rigettarle tutte sarebbe poco democratico, valutarle una per una e magari darne l'ok a qualcuna più sensata, è quello che hanno compiuto prima i tecnici capitolini - una squadra di un centinaio di architetti guidati da Dany Modigliani che ci ha lavorato sopra per quasi due anni - e poi ieri sera, in ultima battuta, il via libera politico della giunta capitolina. La parola adesso spetta ai municipi: potranno fare ulteriori 'osservazioni' e, nel caso, il Prg dovrà tornare in giunta. Per l'ok finale bisognerà aspettare il voto del consiglio comunale. Finito l'iter? Sì, ma solo se in Regione, nel frattempo, sarà approvata la nuova legge Pompili sull'urbanistica, che, tra l'altro, conferisce a Roma pieni poteri sul suo 'Piano regolatore'. Altrimenti, con la legge regionale attuale, servirà ancora l'ok della Regione e allora per l'entrata in vigore i tempi potrebbero slittare senza nessuna scadenza.