Il Comune intende adottare una normativa ad hoc per valorizzare le specificità della città storica ed evitare abusi Un piano regolatore per l'illuminazione di Venezia. L'Amministrazione Comunale ha deciso che nella città storica la luce debba essere pianificata per non deturpare la sua specificità. Ha dato i suoi frutti il convegno internazionale 'La luce tra natura e artificio. Illuminare Venezia e le città d'arte?', promosso nelle giornate di venerdì e sabato dall'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti in collaborazione con Aidi (associazione italiana di illuminazione). I massimi esperti del settore si sono confrontati sviluppando il tema della luce artificiale nelle città d'arte, l'illuminazione urbana e monumentale fino a concludere la discussione con la tavola rotonda 'Illuminare Venezia: sì? Come?'. E per Venezia -come annunciato dall'assessore ai lavori pubblici Mara Rumiz, che in questi giorni ha incontrato Agire, l'agenzia veneziana per l'energia- la necessità è oggi quella di studiare un piano regolatore che fissi le linee e i parametri per la luminosità urbana. Il piano dovrà fare in modo che venga contenuto l'inquinamento luminoso, portare a un risparmio energetico ma anche tutelare la sicurezza dei cittadini e il valore dei monumenti. Basta, quindi, luci multicromatiche e spot luminosi che violentano l'essenza di Venezia rendendola sempre più simile a un'immagine da cartolina. 'Non credo che Venezia abbia bisogno di una illuminazione maggiore rispetto a quella che c'è, credo vada fatta meglio -ha detto l'assessore- dobbiamo studiare come legare il tema della sicurezza alla tutela del bene culturale e al bisogno di evitare gli spari di luce che molte volte ci vengono richiesti per illuminare un palazzo appena restaurato o una chiesa quasi come se il pregio di un luogo venisse meno se non si fossero gli spot che illuminano la facciata'. Alla tavola rotonda, coordinata da Lorenzo Fellin dell'università di Padova, hanno partecipato anche Renata Codello, sovrintendente ai beni architettonici, Antonio Gatto, presidente dell'ordine degli architetti di Venezia, Paolo Gatto, assessore provinciale ai lavori pubblici, Vito Saccarola, presidente dell'ordine degli ingegneri di Venezia, Paolo Soardo, direttore della rivista 'Luce', e Marina Vio dello Iuav. Come sottolineato dalla soprintendente, l'illuminazione attuale è molto lontana dalla specificità di Venezia e le proposte di illuminazione che la Soprintendenza riceve sono 'primitive, con scarsi livelli di elaborazione e tentano di imporre quello che Venezia non è ma quello che gli altri vogliono che sia. Io chiedo che si discuta e ci si interroghi seriamente su che cos'è la specificità di Venezia'. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Marina Vio, secondo cui oggi è necessario riqualificare questa città e ridarle il fascino che una volta aveva, imparando a studiare una luce effimera che prenda spunto dai riflessi sui canali, nei riverberi, nei tagli. L'assessore Rumiz ha infine proposto la costituzione di un tavolo per aprire un confronto, evitare sperimentazioni e porre dei paletti legislativi all'illuminazione in città e nelle isole.
Venezia - Illuminare Venezia, un piano e nuove regole
Il Comune di Venezia intende adottare una normativa per valorizzare la città storica e prevenire abusi di illuminazione. Un convegno internazionale ha promosso il tema della luce artificiale nelle città d'arte e ha concluso con una tavola rotonda per discutere la luce in città. L'assessore ai lavori pubblici Mara Rumiz ha annunciato la necessità di studiare un piano regolatore per la luminosità urbana, che debba contenere l'inquinamento luminoso, ridurre l'energia spesa e tutelare la sicurezza dei cittadini e i monumenti. La tavola rotonda ha proposto di studiare come legare la sicurezza alla tutela del bene culturale e di evitare gli spari di luce.
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