Un emendamento alla Finanziaria, presentato dalla Carlucci, potrebbe mettere a rischio anche il contratto integrativo. Appello al capo dello Stato: "Difenda il teatro dai tagli " I lavoratori della Scala incontreranno il presidente Carlo Azeglio Ciampi per chiedergli di difendere il loro teatro dalla minaccia dei tagli della Finanziaria e contro il pericolo di una pesante ristrutturazione per ridurre ì costi. Al momento, si tratta ancora solo di una promessa strappata dai sindacati al sovrintendente Stephan Lissner ieri durante un incontro con le rappresentanze sindacali. Ma oggi è atteso il placet del Quirinale. Anche per questo motivo fino ad allora la parola d'ordine per tutti è: bocche cucite. Così, durante l'unico intervallo di Idomeneo, l'opera di Wolfgang Amadeus Mozart, che domani inaugurerà la stagione scaligera diretta dal giovane prodigio Daniel Harding, il capo dello Stato con la moglie Franca potrebbe non solo far visita agli interpreti nei camerini, ma anche incontrare una delegazione di lavoratori del Piermarini. La proposta è piaciuta molto al sovrintendente, che ha promesso non solo di fare di tutto per mantenerla, ma di essere disposto anche a inviare una lettera a tutti i dipendenti della Scala per rassicurarli sul loro futuro. Un atteggiamento, quello di Lissner, che ha fatto ancora una volta breccia nei sindacati, ultimamente molto preoccupati su vari fronti. Quello, ad esempio, dei tagli annunciati nella finanziaria al fus, fondo unico dello spettacolo, l'ipotesi annunciata dal ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione di una ristrutturazione delle maestranze della Scala, dopo l'attacco del premier Silvio Berlusconi ai costi del nostro teatro lirico più importante giudicati «eccessivi». Su questo punto, i sindacati hanno incassato la solidarietà del sovrintendente, che però ha chiesto di aprire da gennaio un'indagine per vedere se in alcuni comparti del teatro sia possibile eliminare alcuni costi, senza però incidere sull'organico del Piermarini. Una strada che i sindacati hanno accettato di percorrere. Ma in cambio chiedono di non essere lasciati soli su un altro capitolo. Quello dell'emendamento alla legge finanziaria presentato dalla parlamentare di Forza Italia ed ex soubrette Gabriella Carlucci, che in sostanza riprende e aumenta il giro di vite imposto agli enti lirici dalla legge Asciutti, che prevede tra l'altro che non si possano firmare contratti integrativi nei teatri che non abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio. Anche per questo, i lavoratori si sentirebbero più tranquilli se potessero contare su una parola di conforto del presidente della Repubblica. Tutti ricordano, infatti, che proprio durante la fase più acuta dello scontro con il Comune e nel consiglio di amministrazione del teatro, che nella scorsa primavera ha portato prima alla sostituzione dell'allora sovrintendente Carlo Fontana e poi alle dimissioni del direttore musicale Riccardo Muti, proprio a Ciampi, durante la sua ultima visita ufficiale a Londra si era rivolta con un appello in favore della Scala l'étoile Carla Fracci. E persino la regina Elisabetta aveva chiesto informazioni all'allora ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani su quello che stava accadendo. Domani, invece, in sala ci sarà l'attuale ministro, Rocco Buttiglione.