Una casa per Orlando e Rinaldo, le loro gesta, per Marco Spada, per Palmerino. Ed anche per Tore 'e Criscienzo, per lo stesso Pulcinella, affascinanti personaggi dell'immaginario dei ragazzini di varie generazioni, suscitatori di risate per i loro cruenti, ma comici, duelli. Nasce il teatrino dei pupi, nel senso di un luogo dove pupi, guarattelle e marionette trovino spazio per le loro rappresentazioni e luogo per essere visitati, ammirati, come in un museo. Per iniziativa della Provincia, e in particolare dell'assessorato ai Beni culturali, questa «casa» si materializzerà a gennaio prossimo all'interno del complesso monumentale di Santa Maria la Nova. Stasera, intanto, i pupi si esibiranno al Tam (Gradini Nobile: ore 21) e sarà una sorta di presentazione dell'iniziativa, e degli sforzi fatti per evitare che un centinaio di pupi, segni forti della tradizione popolare napoletana (tra gli ultimi epigoni, ancora in attività, Brunello Leone e Salvatore Gatto) e meridionale, finissero nel dimenticatoio. Dopo essere stati acquistati dalla Provincia (nella precedente amministrazione presieduta da Amato Lamberti) dalle più antiche famiglie dei pupari di Napoli e dintorni (facevano parte delle compagnie Perna, Di Gio-vanni, Taccardi Dell'Aquila, Ferraiolo, Formica) e da alcuni antiquari e privati, e poi restaurati accuratamente: «Pulcinelliade» è il titolo dello spettacolo, promosso dal presidente dell'amministrazione provinciale, Riccardo Di Palma, e dall'assessore ai Beni culturali, Antonella Basilico: il direttore artistico è il professor Alberto Baldi, consulente dell'amministrazione in questa impresa, la serata è realizzata dal Laboratorio di Antropologia teatrale ed etnomusicologia della Facoltà di Sociologia della «Federico II», diretto appunto da Baldi. La maschera partenopea per eccellenza, Pulcinella, è dunque il protagonista dello spettacolo, a tecnica mista con attori, manovratori e voci narranti (tutti studenti del Laboratorio), insieme a pupi, marionette e guarattelle. «L'impegno della Provincia nel recupero di questo gioiello della tradizione popolare - spiega l'assessore Antonella Basilico - consiste nel promuovere i pupi presso un pubblico che sia il più ampio possibile nell'attesa che venga inaugurato il Museo dei pupi in Santa Maria la Nova. Un tale patrimonio storico-artistico, unico al mondo, va trasmesso alle generazioni future, italiane e straniere, come testimonianza della grandezza della nostra cultura». Questa pièce ha già portato il teatro di figura campano a Parigi lo scorso giugno (all'Istituto italiano di Cultura) e rappresenta una significativa parte di un progetto di più ampio respiro: ridare parola ai pupi napoletani che rimangono una delle espressioni più antiche della cultura partenopea. La serata sarà anche l'occasione per presentare la serie di iniziative ideate e promosse dalla Provincia, e dall'assessorato ai Beni culturali, per recuperare il teatro di figura campano e rendere la collezione di pupi fruibile da parte della comunità. Il 6 gennaio, nel giorno dell'Epifania, lo spettacolo dei pupi arriverà tra i bambini dei due poli pediatrici del Santobono (alle 11) e Pausillipon (alle 15) e continuerà poi ad andare in scena al Tam ogni domenica mattina di gennaio e febbraio. «La storia del teatro meridionale e soprattutto di quello napoletano - commenta la Basilico - è fatta di un passato complesso ed assai antico, di cui però si stavano parzialmente perdendo le tracce. La Provincia ha voluto investire per invertire tale tendenza, spinta dalla convinzione che questo nostro patrimonio culturale e popolare possa riscuotere un grande successo anche oggi e non solo in questa provincia, ma a livello internazionale».
A gennaio il teatro-museo dei pupi
La Provincia di Napoli ha deciso di aprire un teatrino dei pupi all'interno del complesso monumentale di Santa Maria la Nova. L'iniziativa è stata promossa dall'assessorato ai Beni culturali e sarà inaugurata con uno spettacolo intitolato "Pulcinelliade" che presenterà i pupi, marionette e guarattelle. L'evento sarà anche una presentazione della Provincia per recuperare il teatro di figura campano e rendere la collezione di pupi fruibile per la comunità. L'assessore ai Beni culturali, Antonella Basilico, ha spiegato che il patrimonio storico-artistico dei pupi è unico al mondo e deve essere trasmesso alle generazioni future.
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